Ciao Federico

I cari e gli amici di Federico hanno espresso il desiderio che eventuali donazioni e contributi vengano destinati ad uno dei tantissimi progetti in cui Federico si stava prodigando: quello per i ragazzi e le ragazze di Koinonia (comunita' che opera nelle baraccopoli di Nairobi in Kenya diretta da padre Kizito Sesana, missionario comboniano e amico di Federico, che accoglie bambini, ragazzi e ragazze di strada di ogni religione), in particolare per sostenerli dopo aver subito, a fine luglio, il furto di molti computer nuovi per la scuola a Shalom House.

I contributi per il progetto verranno raccolti nelle iniziative per ricordare Federico (qui le foto della giornata del 22 novembre)
oppure tramite bonifico bancario intestato a:
Acea onlus
Via Copernico, 55 - 20125 Milano
IBAN: IT41V0558401661000000001615
Causale: progetto a sostegno dei ragazzi di Koinonia

Qui sotto l'email che padre Kizito ha girato ai ragazzi di Koinonia, contiene l'ultimo messaggio che Federico ha mandato a Kizito:

Carissimi Kioko e Chris,
di seguito l'ultima email ricevuta da Federico dopo aver saputo del furto dei computer
subito nella scuola.

"E' uno sprone per lavorare piu' intensamente
ciao
Federico"

E' la testimonianza di una persona buona, generosa e solidale
Ciao, a presto.
padre Kizito

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"Se possiedi un talento
usalo in ogni modo possibile.
Non accumularlo.
Non centellinarlo come un taccagno.
Spendilo sfrenatamente,
come un milionario deciso ad andare in rovina"

Milano, giovedì 25 settembre 2008 - E' scomparso mercoledì, in seguito ad un tragico incidente stradale, Federico Ceratti, storico fondatore e già presidente di Acea onlus.
Il dolore per la sua perdita improvvisa ci ha lasciato senza parole e con tanta nostalgia…

Vorremmo rendere un'idea di chi era e di cosa ha fatto Federico ma le tappe e le immagini della sua intensissima vita sfuggono, se non in minima parte, alla nostra memoria. Per tutti noi Federico è stato un riferimento ineguagliabile, un ‘capitano' generoso, dolce e infaticabile, contagioso nel suo strenuo coltivare sogni e ideali per ‘un altro mondo possibile' fatto di relazioni e condivisione.

Abbiamo pensato di riassumere in poche semplici righe il suo contributo in termini di impegno civile per una società più giusta, più sana e più bella e di lasciare poi la parola ai tanti amici che ha incontrato sulla sua strada.

Pioniere in Italia dell'economia solidale e degli stili di vita sostenibili, oltre ad un forte impegno politico e sociale personale, Federico è stato tra i fondatori dell'Associazione Consumatori e Utenti Agrisalus, poi divenuta ACU, e ha contribuito alla nascita dell'Inab, della Fiao, dell'Istituto Gregory Bateson, di Transfair Italia, di AITR, Associazione Italiana Turismo Responsabile…
L'attività editoriale di Federico è stata straordinaria: da Sipario, a Scena, da Riza Psicosomatica, a Secondo Natura Erbe, a Cyber, a Kemi Hator, al Giornale della Natura…

Il mondo del consumo critico deve a lui molta della formazione in materia di diritti di consumatori. Federico non ha mai smesso di sviluppare altri settori dell'economia solidale dando vita all'esperienza del PAIS (Palazzo delle Alternative e delle Iniziative Sociali), un Palazzo di 6 piani in via Angera a Milano che vede la presenza di 39 tra cooperative, associazioni e piccole imprese accomunate da una comune filosofia del lavoro e soprattutto dell'etica intesa come bene comune.

Nel 1993 Federico è stato cofondatore di quella che oggi è diventata Acea onlus, Associazione per i consumi etici e gli stili di vita solidali, associazione di volontariato che ha inaugurato in Italia il filone del consumerismo equo e solidale ed opera per la tutela dei diritti della persona e la promozione dei consumi etici e degli stili di vita sostenibili e solidali.

Con Acea Federico è stato anche promotore della manifestazione "Piazze Solidali" una vera fiera delle utopie possibili, ambito di formazione e informazione per i giovani e la cittadinanza tutta sui valori della solidarietà, della cittadinanza attiva e delle forme di economia solidale.

Nel 1998 contribuisce alla nascita del premio Altropallone "in alternativa al pallone d'oro e contro il pallone duro", poi divenuta associazione per la promozione dello sport come strumento di pace e solidarietà.

Dal 2000 Federico ha iniziato ad occuparsi di cooperazione internazionale allo sviluppo fondando Diafab (Delegazione Italiana per l'Agricoltura Familiare Brasiliana) e divenendo nell'aprile 2008 presidente di Deafal (Delegazione Europea per l'Agricoltura Familiare Asia Africa e America Latina).

Nel 2001 partecipa alla fondazione di Accesso, Agenziastampa di comunicazione e cooperazione sociale, e in seguito di ConGES, Consorzio Giusto Etico Solidale.
E' stato nel Consiglio Direttivo di CAES, socio del Centro Internazionale Helder Camara…

Sono innumerevoli davvero le cose fatte, le battaglie affrontate e i sogni trasformati in realtà… nessuno se la prenda se abbiamo dimenticato qualche dozzina di associazioni, cooperative, qualche centinaio di progetti….

Siamo in tantissimi, orgogliosamente e oggi tristemente, gli amici di Federico e ci piace ricordarlo con le parole che aveva fatto sue, in tutti i sensi:

"Se possiedi un talento
usalo in ogni modo possibile.
Non accumularlo.
Non centellinarlo come un taccagno.
Spendilo sfrenatamente, come un milionario deciso ad andare in rovina"

Brendan Behan (1960), drammaturgo e scrittore irlandese

Gli amici del Sistema Solidale
Acea, Accesso, Altropallone, Conges, Deafal

Per per chi sentisse la necessità di inviare un pensiero via posta o un telegramma
Indirizzo e-mail: amicidifederico@consumietici.it
Indirizzo di posta:
AMICI DI FEDERICO CERATTI
(c/o ACEAONLUS)
VIA COPERNICO 55
20125 MILANO MI

Gireremo poi le cose personali a Cristina, Mimosa, ai genitori....

Cliccando i link qua sotto si possono vedere un pò di foto di Federico
alle fiere
negli anni a Piazze Solidali

nella missione in Messico 1 2 3
nel gruppo GCS
varie

e le foto della giornata a lui dedicata il 22 novembre scorso
Ciao Federico - Parole e musica...
Una giornata aperta e particolare dedicata alla memoria di Federico Ceratti, presidente fondatore di AceA Onlus, ricordato da gran parte del mondo dell'impegno civile e dell'associazionismo milanese come infaticabile costruttore di speranze.

federico ceratti
Foto scattata alla festa di quartiere del Cgs, (cooperativa grafica e stampa) nel 1976, mandata da Patrizia Cavallotti

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ciao Federico,
debbo ancora una volta esserti grato Federico.
ora mi lasci libero anche da una situazione durissima, il trascinarsi
doloroso e devastante
tutto di nuovo ora corre, come te.
le cose debbono subito riprendere: le idee, i viaggi i progetti...

ho deciso in queste ultime ore di andare lo stesso in Kenya, arrivero' il
21/10

serve perche' c'e' da accelerare il progetto Rete Solidale, per il campo a Tone La Maji, e pure per il pozzo, e pure per la scuola d'agraria (gli orti
urbani).

mi dedichero' in questi giorni a te Federico, a tutti i tuoi amici (e sara'
molto dura),
poi a riprendere le nostre cose di tutti i giorni, noi "i ragazzi di
Federico", ragazzi diventati gia' grandi.
e poi i progetti, il convegno Acqua e religioni, Piazze Solidali in piazza
Mercanti, Cinisello Balsamo, Sesto, Cologno e la Martesana...
e il Kenya: dopo questi due mesi faticosissimi una pausa fara' bene a me, e
rilancia le prospettive di tutti... pausa e lavoro, come sempre.

insomma, andiamo avanti,
come prima, piu' di prima, come la canzone

ti piacevano le canzoni, era la tua passione, e hai sacrificato anche questa
al servire gli altri.
ciao.

Michele

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federico ceratti
Nella foto Federico Ceratti e Rinaldo Maria Chiesa autunno (1982?)

- La mano che non ho -

cosi' andammo
nella notte della mia vita
io ed il mio giovane cuore
a caccia di coccodrilli

le nostre mani erano nude

la mattina ci sorprese al ritorno
i moncherini sanguinanti

nel silenzio della sconfitta
la mia anima singhiozzava

questo pianto fa piu' male
delle ferite nella carne

nessun Dio in queste mattine
puo' consolare
la mia povera anima

Rinaz

Rinaldo Maria Chiesa

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Federico è una delle persone a cui ho voluto più bene nella mia vita, una di quelle dalle quali ho imparato di più.
Era un bene reciproco, di quelli che non si cancellano solo perché le vite cambiano e ci tengono fisicamente lontani.
Ma non è questo che voglio raccontare.

Federico ha saputo starmi accanto come nessun altro quando ho adottato Beppe, quando imparavo a lottare con quella sua dannata malattia, quando cercavo di convincermi che avevano ragione i medici, quando dicevano che l'avrei perso presto.
Ho passato notti e notti a parlare con Federico, a Milano, a Torino, a Borghetto... ovunque. Mimosa, Daniele e Beppe sempre nell'altra stanza addormentati tutti e 3 insieme. Cuccioli impagabili.
Mi sfogavo, piangevo. Federico mi guardava con gli occhi piccoli, suonava la chitarra e, di tanto in tanto, fumava la sua sigaretta rollata che stringeva tra indice e pollice.
Senza quelle note, e quelle notti forse non sarei riuscito a vincere il terrore. Sicuramente non sarei cresciuto.

Federico voleva tanto bene a Beppe, tanto da scrivergli una canzone in cui si proponeva alla morte in cambio della vita di quel bambino.

La vita è strana... l'altra settimana un medico che 17 anni fa mi disse "si goda questo bambino perché non avrà più di un anno davanti" mi ha detto "Marco, ho paura a dirtelo, ma forse ce l'abbiamo fatta. Il virus non si muove da anni...".
Tutto in 7 giorni, una prospettiva di vita per Beppe, l'addio a Federico.

Ascolto ancora quella canzone.
Le coincidenze non esistono amico mio.

Marco

questo è il link per ascoltare la canzone
BEPPUZZO

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Federico è stato fondamentale nella mia formazione politica e professionale. I faticosi anni trascorsi insieme con gli altri compagni in Cgs resteranno sempre nella mia memoria e nel mio cuore ed è stato davvero un onore lavorare al suo fianco.
Grazie Pat

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Ciao Pat,
purtroppo leggo ora il tuo messaggio,dopo aver ricevuto da te la notizia della morte di Federico. personalmente ho perso un grande amico e una grande persona, sono veramente affranto ora che ho realizzato in pieno.
fammi avere notizie per favore.
Un bacio,
Alberto.

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Ciao Federico
Indimenticabile compagno di infinite notti al Pensionato Bocconi: dove la volontà ed il desiderio di cambiamento cercavano di diventare diffusione di massa.
Con un ricordo veramente forte di personale generosità ed altruismo.
Ranuccio

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Conoscevo Federico da pochissimo tempo ma il suo illimitato altruismo e la sua incapacità di provare alcun tipo di gelosia di tipo professionale mi ha sempre colpito moltissimo, soprattutto perchè dopo anni di consulenza nel mondo delle multinazionali per me era una merce rara. Continuo a pensare ai suoi occhi sempre sorridenti, luminosi, capaci di entusiasmarsi per ogni nuovo progetto, ai suoi abbracci sorprendentemente forti per un uomo così minuto e al suo spirito indomabile che, nonostante i suoi guai di salute, gli ha permesso di lavorare senza sosta, prendere aerei e volare dall'altro capo del mondo perchè c'era una mezza cosa che poteva diventare un "bel progettino interessante".
Grazie Federico perchè mi hai insegnato a non mollare e ad andare avanti con tenacia ed intelligenza nelle cose in cui si crede.
un dolce bacio
Flavia

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Quando tornai dalla Grecia la prima volta e gli dissi che sarei tornato li', a lavorare con i bambini disabili, e ci sarei rimasto un bel po' di mesi ancora, non rispose, ma mi fece un occhiolino, come a dire "va avanti,lo farei anch'io".
Adesso sono in Belgio a lavorare in una fattoria biologica, l'altroieri sono caduto da un albero a sei metri d'altezza mentre raccoglievo mele, sono dolorante e mi sento un po' stupido perche' non ricordo come e' successo, ma ho in mente l'occhiolino di Federico: "Va avanti, lo farei anch'io". E vado avanti.
Sono sicuro che a Fede farebbe piacere.
Non ho altro da dire.
Alessandro

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Ascolta più spesso le cose che gli esseri
senti la voce del fuoco, la voce dell'acqua
ascolta nel vento i cespugli in singhiozzi
è il respiro degli antenati.

Coloro che sono morti non sono mai partiti
sono nell'ombra che ti rischiara
nell'ombra che si fa scura
i morti non sono sotto la terra
sono nell'albero che freme
sono nel tronco che geme
sono nell'acqua che scorre
sono nell'acqua che dorme
sono nella capanna, sono tra la gente,
i morti non sono morti.

Ascolta più spesso
le cose che gli esseri
coloro che sono morti
non sono mai partiti
sono nel seno della donna
sono nel bambino che piange
sono nel tizzone che brucia
i morti non sono sotto la terra
sono nel fuoco che si spegne
sono nell'erba che piange
sono nella roccia che geme
sono nella foresta
sono nelle case
i morti non sono morti
Ascolta più spesso le cose che gli esseri
è il respiro degli antenati
che ripete ogni giorno il grande patto
che ci lega agli spiriti
che dimorano nei letti
e sulle rive dei fiumi
nella roccia che geme
nell'erba che piange
spiriti che si muovono
nell'ombra che si rischiara
nell'ombra che si fa scura
nell'albero che freme
nel tronco che geme
nell'acqua che scorre
nell'acqua che dorme.

Spiriti più forti
che hanno preso
il respiro dei morti
che non sono morti
che non sono partiti
che non sono più sotto la terra
ascolta più spesso
le cose che gli esseri
e' il respiro degli antenati.

Birago Diop, Souffles , 1947, poeta senegalese
(con un forte abbraccio... Mirko, Terry, Donata, Claudia e tutta Assobotteghe)

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Cari,
proprio stasera, dopo aver seguito "da lontano" l'incontro di sabato a Parma, mentre tornavo a casa, mi riproponevo di chiamare domani Federico per chiedere suggerimenti sul "diritto al cibo".....ho scaricato la posta e ho trovato il tuo messaggio........tienimi aggiornata assolutamente, se riesco cercherò di portargli un saluto, giovedì Lydia entra in ospedale per un piccolo intervento al cuore.......e nel reparto di rianimazione del Policlinico c'era stato Roberto.......comunque io ci sono un abbraccio
cristina f.

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Nell'immenso dolore per la morte di Federico, mi vengono in mente queste mie parole:

Ciò di cui si parla e che spesso
si dimentica è che infine
ognuno ha il diritto di abitare
il mondo nel tempo che gli è dato
sapendo che serberà il ricordo
di un fiore forse di un geranio
o di una nuvola quel giorno
come un sospiro sopra il lago
quando si strinsero le mani
in un pegno di speranza
e che il suo compito appunto
sulla terra in nient'altro consiste
se non nel proteggere un fiore
una nuvola un sospiro

Ecco, Federico, da quando eravamo ragazzi e fino a ieri, si è
adoperato perché questo diritto fosse a tutti assicurato. Ha "speso
sfrenatamente il suo talento", non per sé, ma per migliorare, per rendere più abitabile, questo mondo.
Grazie, Federico.
Deborah e Giulio Stocchi

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La prima volta che ebbi a che fare con Federico fu una trentina di anni fa, altri tempi, altre spinte emotive, altre aspettative, altri sogni, ma negli anni è rimasta sempre la stessa voglia di fare qualcosa per cambiare questo mondo. Anche quando non si era del tutto d'accordo. Purtroppo il suo contributo e il suo impegno verranno a mancare.
E vi assicuro che è molto triste parlare al passato di una persona con cui si sono condivisi impegno e aspirazioni.
Gianni Di Domenico

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… è con profondo dolore che mi giunge il tuo messaggio per la scomparsa di Federico. Un amico e compagno di strada che non potrò mai dimenticare per la sua tenacia e tenerezza. Un compagno di strada che mi ha insegnato molte cose seppur nel breve tempo che abbiamo camminato insieme. Un uomo di mille risorse che quando vedevo per starada con la sua bicicletta era sempre un piacere incontrare. Un fraterno abbraccio a te a tutti coloro che operano con AceA.
Dammi notizia dei suoi funerali, vorrei esserci.
Massimo Stroppa

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federico ceratti
Foto in piazza Duomo, ottobre 2007, tendone Piazze Solidali al brindisi "Acqua bene comune", mandata da Lucia Zucchella di AceA

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por parte de la Comunidad de Zapotitlán salinas, les damos nuestras mas sinceras condolencias, ha sido una perdia muy importante tanto para Deafal como para Renamur asi como para nosotros en la comunidad de Zapotitlán salinas por que sabemos que era una persona que creia en nosotros y apostaba por nosotros, y no lo vamos a defraudar. Los acompañamos en su dolor y aunque no podemos estar a su lado fisicamente lo estamos de corazon.
que descanse en paz nuestro gran amigo Federico
ojala puedan dar las condolencias de nuestra parte a su familia y a todos los miembros de Deafal, gracias.
 
saludos
La Comunidad de Zapotitlán Salinas
México

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Ciao 
ho girato la mail a un po' di amici e altro
sono veramente sconvolto mi scuso per ieri, non  riesco a darmi pace, tutte le volte che lo penso mi viene il magone
Luca

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Federico, ti ho conosciuto in pochi incontri ma hai mostrato la voglia di costruire e sostenere, di aiutare, capire e far capire.
Quello che viene fatto con amore e disinteresse, e questo era nel tuo cuore, resta come un seme che cresce. E' la garanzia che non muore ciò che conta.
Nella preghiera, tuttavia, per chi crede, tu resti presente, vivo, gioioso nello splendore di Dio che ti ha arricchito di doni e di speranza. Così il tuo lavoro non si ferma ma continua in altro modo, nel cuore e  nelle mani degli amici, di altri, di tanti altri.
don Raffaello

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Un affettuoso ricordo di Federico lo conserviamo qui a Roma nel nostro ufficio. E' fatto di telefonate nelle quali viaggiavano sogni da Milano a Roma.
Grazie Federico ci mancherai.
Sitpuntocom
Fabio, Federico e Salvo

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ci conoscevamo da tanto e
ci incontravamo come se ci fossimo lasciati da 5 minuti;
continueremo a parlarci (nel dormiveglia)
quando si incontrano i mondi dell'oggi e di ieri,
magari per sentirmi proporre un nuovo progetto ...

ciao Federico,
nella tua ultima mail mi dicevi che non c'è fretta:
è vero ....
poi ci si vedrà ancora-
GG
dr Giuseppe Giordano, erborista

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un saluto
Carissimi Amici,
ho trovato solo adesso il vostro messaggio da cui purtroppo capisco che Federico non c'è più; avevo davvero sperato fino ad ora che ce la potesse fare. Sono addoloratissima: conoscevo Federico da tanto tempo, ne ho sempre apprezzato l'entusiasmo e  la generosità; gli sarò sempre grata per avermi fatto conoscere il Pais; ci mancherà molto.
Un abbraccio forte a tutti
Carlotta Fontana

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ciao da RAM, Genova, Renzo e Marta.
Eravamo amici di lunga data  di Federico, specie per illavoro compiuto in ambito AITR -ma non  solo.
Vi mandiamo - allegato - un ricordo di Fede scritto ieri sera con il magone.
Se ci fate sapere quand'è il funerale faremo ilpossibile per venire
un abbraccio
Renzo e Marta 
 
Cari aitierrini,
Marta ed io, qui a RAM oggi pomeriggio, abbiamo un groppo in gola per la scomparsa di Federico. Era stato figura importante e significativa, ma anche se non ci si vedeva mai, Federico era soprattutto un amico. In AITR avevamo sostenuto le stesse cose, dalla stessa parte.
Benissimo ha fatto Alfredo Somoza a raccontare a tutti, necessariamente sintetizzando, alcune fasi significative dell'impegno di vita di Federico. Molti suoi collaboratori, più stretti di noi, saranno in questo istante troppo scioccati per fare altrettanto (penso a Michele Papagna di Altropallone, ricordo lui e Federico costantemente insieme).
Da parte mia l'affetto mi ha spinto, stasera, a mettere insieme qualche ricordo, e a consegnarlo alla pagina, senz'altro fine che ricordare, per tutti quelli che lo conoscevano e magari anche per altri, una persona onesta, sincera e capace, che per la logica assurda delle cose di colpo non c'è più. 
 
Noi di RAM l'avevamo visto giusto domenica scorsa, Federico, dopo molto tempo; era alla Fiera Tuttaunaltracosa, quella del commercio equo, a Parma. Il suo ultimo sogno, impegno, giocattolo si sarebbe potuto dire, in cui come di consueto si buttava anima e corpo, era una ong. Dopo il biologico, l'editoria, i consumatori, le Piazze Solidali, ecco una ong nuova, forse l'unico "genere" con cui non si era finora cimentato nei suoi oltre trent'anni di "movimento". Mi aveva parlato di questa sua nuova attività, confessato le sue preoccupazioni per il 30% di co-finanziamento, che viene sempre richiesto. Avevamo parlato anche di cose personali, di affetti, di qualche lembo di passato che riaffiorava, ci eravamo presi un pò in giro; prima di rientrare a Milano era tornato al nostro stand giusto per salutarci ed abbracciarci. Tutto questo, solo l'altro ieri.
 
Se ritorno al 1987, quando lo conobbi, Federico, il ricordo è di una incazzatura. Avevo appena scritto, con Sandra Borelli di Modena, il primo manualetto sul riciclaggio dei rifiuti apparso in Italia,  che era stato commissionato ed edito da AAM Terra Nuova. In qualche modo quelli di AAM l'avevano poi presto girato a Federico, che al tempo dirigeva "Secondo Natura", mensile su psiche, corpore sano e politica; Federico non ci aveva pensato su granchè e l'aveva buttato fuori come inserto del suo magazine, gratis naturalmente. Io non ne facevo una colpa a lui, ma a quelli di AAM (al tempo uscii dall'organizzazione per questo: non avevo lavorato 6 mesi per regalare il mio lavoro!). Poi avevo parlato con Federico, e l'ira mi era sbollita. Lui il manuale l'aveva distribuito candidamente, e basta. Neppure lui ci aveva guadagnato nulla. Un classico.
 
Da Secondo Natura, negli anni seguenti, era passato al Giornale della Natura, che sempre lui puntigliosamente ideava, pagava, dirigeva, gestiva, organizzava. Mi dava la sensazione a tratti di rimanerci schiacciato sotto alle sue intraprese, ma poi era sempre di nuovo lì, col suo piglio concreto, con un entusiasmo quasi inevitabile. Dirigeva quel foglio quando le nostre strade si reincrociarono, al tempo dei primi Forum di AITR; come si vede dai passi di Turismo Responsabile, il mio libro sull'argomento, in cui Federico è doverosamente citato per i suoi meriti storici (non riconosciuti) e la sua sincerità (scomoda). Federico era presente anche al primo Forum sul TR mai organizzato in Italia, e fu lui che per primo buttò fuori sul suo giornale la Carta del Turismo Responsabile approvata da noi tutti nel 1987 a Cà Fornelletti.
Nel 2000 o giù di lì aveva anche introdotto i lavori di People, Salone sul TR che avevamo organizzato a Bologna. Col solito piglio ed autorevolezza.
 
Ricordo inoltre, di personale, l'essere stato ospitato a casa sua ed averlo ospitato a casa mia a margine di non so più quale fra i mille convegni o meetings, in vite probabilmente di impegni già troppo piene (e l'altro giorno ebbi la sensazione che condividesse questo mio sguardo sulle cose, anche se dal canto suo rimaneva impegnatissimo come al solito). 
Ricordo quando ero andato apposta a Milano a trovarlo per elaborare una soluzione alla questione del Monitoraggio dei Viaggi di Turismo Responsabile (Federico era un'autorità, in proposito, e la sua idea del Monitoraggio era stata geniale).
Ma ricordo anche il suo grande lavoro sul biologico. E infine, in ordine sparso, ricordo una passeggiata nei campi a Treviso, dove invece che due attivisti si era semplicemente, e per fortuna, due esseri umani.  
 
Ciao Federico.
Renzo Garrone, Camogli, 23 settembre 2008

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GRAZIE
SONO STATA DA CRISTINA QUESTA MATTINA, HO SUPERATO VELOCEMENTE IL " TIMORE".
SIAMO MOLTO ADDOLORATI
SE POSSO FARE QUALCOSA DIMMELO
UN BACIONE
FRANCA E MARCO

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Ciao a tutti,
Sono Alberto Degliuomini vecchissimo amico di Federico,la sua canzone preferita era "Ne me quitte pas" di Jacques Brel.

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"Io non credo che l'esistenza di magos, ma essi esistono". Federico era un mago.

Conheci Federico em setembro de 2000, organizando o estande Brasil Equo, na feira SANA Bologna. Federico foi uma referencia para a criação do Movimento de Comércio Ético e Solidário do Brasil - FACES do Brasil.

Um beijo para Cristina, Mimosa e para os amigos Papagna, Pagani, Samuele, Luíza, Del Roio. Vamos em frente.
Ciao

Felipe Sampaio de Almeida
Brasil

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ciao cri,
le parole in questi casi sono sempre difficili e nn rendono come si vorrebbe i sentimenti che si provano..
...ti vogliamo bene, tantissimo e confidiamo fortemente nel ritorno del tuo sorriso
manu e atomo

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federico.
è qualche anno che non mi capitava di vederlo, ma ho sempre avuto notizie della sua attività. e non ho mai dimenticato com'era. il suo sguardo ironico e dolce, grande e instancabile militante, un nostro compagno, un amico.
era uno di noi e ha continuato ad esserlo. la sua foto da giovane, nostro compagno, è bellissima. perchè era proprio così. ascolto il brano che mi dite teneva in sottofondo quando lavorava e lo ricorda - J'y suis jamais all.
spero di poter venire a salutarlo con tutti voi.
ribio

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Determinato ma gentile, comunque sempre un protagonista intelligente e generoso.
Buon viaggio Federico.
Gianluca Bozzia

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Il sorriso, di Federico infatti ricordo il sorriso che era sempre
presente e stampato sul viso anche pacioso; lo ricordo in cgs e in
Unicopli in Carlo Torre ma, soprattutto lo ricordo nelle tante
occasioni riunioni incontri e manifestazioni e nei successivi momenti
conviviali da strippoli e meglio ancora sui navigli, in trattoria si
beveva, si magiava gnocchi allo zola e si giocava a bigliardino. Con
gli anni ci siamo poi persi per poi ritrovarci in una occasione di
solidarietà, lui presentava il turismo etico e solidale e io presentavo
emergency. Non ci siamo mai persi, in realtà le nostre comuni belle
esperienze ci hanno segnato e dopo quasi trenta anni, con tanti
percorsi personali ci hanno fatto trovare dalla stessa parte, dalla
parte giusta.
Ciao Federico, ti saluto con un sorriso, Antonio Chiodo

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Federico non c'è più,rimangono le sue idee e le sue lotte per salvare
il nostro futuro.Ma lui non c'è più,è molto doloroso farsene una
ragione.
Un bagio e un abbraccio a cristina,mimosa,carla e roberto
Vito Sapienza

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Amigos
Sou brasileiro, não falo italiano, mas alguns de vocês me
conhecem. Fiquei muito triste com a notícia. É assim que o
mundo vai perdendo, a cada dia, pessoas que tem sonhos e
ideais, não somente para si, mas para todos.
Murilo Flores

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Federico, ci costringi a pensare che sono passati più di 30 anni da quando ti abbiamo conosciuto. Quando, giovanissimo, già trafficavi giorno e notte con un paio di ciclostili e poi con le offset, e poi. Ogni volta ti abbiamo ritrovato impegnato a dare corpo a un progetto, un'idea, tracciare una strada.
Per te un sogno non poteva rimanere tale, bisognava sempre subito tentare di concretarlo, lavorare per dargli corpo, farlo diventare realtà.
Non ti ha mai spaventato alcunché, né la difficoltà della situazione, né il rischio.
Avevi la capacità rara di metterti subito all'opera per realizzare anche le utopie, la costanza di lavorare ed entusiasmare chi ti stava intorno fino alla realizzazione del tuo progetto, del nostro progetto, mentre intanto ne pensavi un altro.
Ci mancherai, ciao Fefè,
Lino e Maria

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Apprendo con enorme tristezza e rammarico della scomparsa di Federico.
Lo avevo conosciuto nell'estate del 2001, quando ho aderito a Rete Lilliput.
Nei due anni successivi ho partecipato a molte iniziative di ambito sociale e politico che spesso erano possibili soprattutto grazie alla disponibilità di Federico di lavorare instancabilmente per trasformare delle idee in lotte concrete.
Anche grazie a  lui ho conosciuto un ambiente che mi era totalmente nuovo e che mi ha dato l'opportunità di crescere sia come persona che come "attivista".
Negli ultimi anni ci eravamo un po' persi, ma contavo sul fatto che avremmo potuto rivederci e lavorare assieme per il referendum sull'acqua di cui Acea è stata una dei promotori.
Invece non sarà cosi'.
Stefano Mensio

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Non eravamo amici. E personalmente ci conoscevamo poco. Non ce n'è mai stata occasione.
Però abbiamo lavorato insieme come se ci fossimo conosciuti da sempre, come se fossimo
grandi amici. Lui apparentemente riservato, io più cialtrone. Ma sempre in sintonia.
Uno strano rapporto. Raro. Non mi ricordo di averne tanti altri cosi intensi, basati solo su
una forte passione comune...
Mi mancherà molto, come tutte le esperienze 'rare e speciali'.
Claudio Agostoni

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Ho appena saputo di Federico.
Ogni parola mi sembra banale.
Mi riesce solo di pensarlo mentre avvolge il suo tabacco nella
cartina, con la cura che ci metteva, e quel che gli avanzava
mettermelo in mano...Sbuffavo sempre. Gliene dicevo sempre quattro. Da
anni e anni. Gliene dico quattro anche ora. Continueremo così. Perchè,
alla fine, chi l'ha detto che lui non c'è più?
Ciao Federico. Alla prossima..............
Carla

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Non ci sono parole per esprimere il dolore che ci accomuna per la perdita di un grande uomo
Ci mancherà tanto
Sono vicina a tutti coloro che lo conoscevano e gli volevano bene
Un bacio affettuoso da Savina (mimì), Marisa 1, Marisa 2 ,Massimo, Flo e Andrea

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Siamo con Federico, sentiamo la sua presenza preziosa e generosa.
Siamo con Cristina, Mimosa e tutti i suoi cari nel dolore.
Le amiche di Progetto Integrazione e Kantara

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Alla c.a. del Presidente, alla c.a. del Direttore
Federico Ceratti, presidente dell'ONG DEAFAL è
scomparso, in queste ore, per gli esiti di un
incidente stradale di cui era stato vittima alcuni giorni fa.
Vorremmo ricordarlo, facendovi tutti partecipi di
questo messaggio, non solo perché socio
dell'Associazione delle ONG della Lombardia e
dell'AOI ma soprattutto per l'impegno e la
passione che lo hanno sempre contraddistinto.
Era un tipo speciale Federico, di quelli che non
a caso si ritrovano in certi settori, dove
motivazioni e professionalità convivono e si
alimentano continuamente. Ambiti ancora
coraggiosi, dove stare da una parte significa
cercare di affrontare e risolvere i problemi,
anche quelli più difficili, con tenacia ma anche
con ironia, pazienza, solidarietà.
Noi abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo per le
attività di DEAFAL-Delegazione Europea per
l'Agricoltura Familiare dell'America Latina,
l'ONG con cui aveva inteso promuovere le attività
di cooperazione in collaborazione con le comunità del Sud del Mondo.
Ma Federico ha avuto la fortuna di essere molte
cose, di aver realizzato tante idee e progetti.
Presidente per molti anni di ACEA-Associazione
per i Consumi Etici ed Alternativi, di cui fu
anche fondatore, che - oltre ad essere un'agenzia
di stampa specializzata - ha contribuito alla
diffusione in Italia del consumo equo e solidale;
Federico Ceratti è stato animatore di
numerosissime iniziative tra cui ACU ­
Associazione Consumatori Utenti; AITR-
Associazione Italiana Turismo Responsabile, per
citare solo alcune delle attività che ne hanno
fatto uno dei pionieri dell'economia solidale in Italia.
Per tutto questo sarà ricordato da molti. Noi
vorremmo ricordarlo per le lunghe discussioni
ancora aperte e i progetti ancora da realizzare.
Un abbraccio Federico, e con te a tutti gli amici
di DEAFAL, ai tuoi cari, alla tua compagna.

Lele Pinardi, Davide Raffa, Michele Romano,
Alessandro Grassini, Irene Catanzariti
per l'Associazione delle Organizzazioni di
cooperazione e solidarietà internazionale della Lombardia.

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Cosa dire? Impossibile non cercare ricordi di Federico, Io me lo ricordo quando con le mani sporche di inchiostro e lui stesso del colore dell'inchiostro mi cazziava per i manifesti da fare. Me lo ricordo quando passava dal pensionato Bocconi con la sua R4 e si andava sui navigli. La sigaretta eternamente accesa, e mi pare fosse lui che buttando il mozzicone nel Naviglio butto anche le chiavi...forse non era lui ma ci stava nel personaggio. Erano tanti anni davvero che non lo vedevo ma nei miei ricordi è rimasto quello della foto del 1976 al CGS e sempre rimarrà così.
Cionni

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mercoledì 24 settembre 2008
Mezz'asta
Esistono Capitani e capitani.
Tu eri uno di quelli che non guardano in faccia a nessuno.
O meglio, uno di quelli che guardano tutti dritto negli occhi e vanno per la loro strada.
Mai uno sguardo sfuggevole.
Mai una stretta di mano languida.
Sempre deciso.
Sempre preciso.

Mi hai accolto che ero uno sbarbato senza alcuna idea della vita.
Mi hai insegnato la correttezza, mediata dalla tenacia.
Mi hai insegnato che si può credere nelle idee, vederle sfumare senza perdersi d'animo, e ricominciare a macinare terreno fino a prendere il volo.

Tu e le tue dannate sigarette arrotolate.
Tu e i tuoi occhialetti rotondi.
Tu e le tue spalle, curve una volta di più ad ogni piccolo infarto.

E ne avevi passati, di acciacchi.
Con il tuo sorriso beffardo in faccia al mondo, in faccia a chi stava dalla tua parte ma non reggeva le tue idee così radicali, così aderenti ad un'etica che pareva essersi eclissata in questa Italia che tanto amavi e tanto detestavi.
Ne avevi passati di acciacchi, sempre con la sigaretta in bocca e gli occhietti sorridenti.
Ne avevi passati, già...
E ora che sembravi risorgere, adagio adagio, stanco ma non abbattutto, uno stupido incidente ti ha levato il timone dalle mani.

Non ci siamo lasciati come avremmo voluto.
Ne portavo il rimpianto prima, figurati ora.
Abbiamo le nostre teste. Più cani sciolti che cani da muta.
E forse io son venuto su più cocciuto di te.
Io come te, ad inseguire una Balena Bianca.
Solo che ne avevi ancora così, di cose da insegnarmi.

Quello che mi rincuora, ora, sono i nostri sguardi,
le nostre strette di mano.
Sempre salde e dirette, perfino nella burrasca.
Piene di stima e, in fondo, di fiducia e affetto reciproco.
Spero la tua stima, il tuo affetto e la tua fiducia per me fossero almeno la metà di quelli che provavo per te.

Sono fiero di aver navigato sotto il tuo comando.

Buon viaggio senza ritorno, Federico,
amato amico
e Capitano.
http://nomadisullespine.blogspot.com/2008/09/mezzasta.html
Tommy

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Ci siamo incontrati che mi insegnavi a usare il ciclostile e tu eri il maestro e io il garzone, ero come un bambino con i miei 18 anni mentre voi ventenni sembravate tanto avanti in tutto. Ma tu mi trattavi bene, mi insegnavi, senza spocchia e con tanta pazienza, e poi al giornalee poi in un sacco di altre iniziative sempre con la carta stampata e i diritti civili.
e così non ci siamo mai lasciati,  chissà quanto ti ha rotto un cacadubbi come me?
Per fortuna che ti ho incontrato sei sempre stato un amico e un compagno importante, anche quando mi hai salvato la casa perchè ero partito lasciando il gas acceso.

LABIRINTO LIBRI orazio

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non potremo più incontrare
federico ceratti per strada o a una delle innumerevoli iniziative che
organizzava o a cui partecipava per un mondo migliore. non in carne e ossa,
perlomeno. perché sarà lì in altro modo, a ispirare l'azione di tutti noi.
non sono brava a dirvi che se n'è andato, che ha lasciato il corpo.
ciao a tutti
paola

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Cari amici di Federico
Non sono brava per scrivere in italiano. Faró miei le parole di un grande poeta brasiliano. Un pezzo bello delle sue poesie é cosi:
"Appena ho due mani e il sentimento del mondo..."    e penso che posso dire cosi: io ho conosciuto un uomo che aveva appena due mani e tutto il sentimento del mondo.
Mai ti dirò ciao amico Federico e si ci sentiamo dopo.
Un bacione
Virginia
PS: Ho travato questo altro poema, con traduzione vera, che lo aveva piascuto una volta prima...

Mani allacciate
           Carlos Drummond de Andrade
            Traduzione: Vera Lúcia de Oliveira
Non sarò il poeta di un mondo caduco.
Non canterò neppure il mondo futuro.
Sono legato alla vita e guardo i miei compagni.
Sono taciturni ma nutrono grandi speranze.
In mezzo a loro, scruto l'enorme realtà.
Il presente è immenso, non allontaniamoci.
Non allontaniamoci troppo, teniamoci per mano.
 
Non sarò il cantore di una donna, di una storia,
non dirò i sospiri all'imbrunire, il paesaggio visto dalla
                                                                [ finestra,
non distribuirò narcotici o lettere di suicida,
non fuggirò alle isole né sarò rapito dai serafini.
Il tempo è la mia materia, il tempo presente, gli uomini
                                                               [ presenti,
la vita presente.

MÃOS DADAS
Carlos Drummond de Andrade
 
Não serei o poeta de um mundo caduco.
Também não cantarei o mundo futuro.
Estou preso à vida e olho meus companheiros.
Estão taciturnos mas nutrem grandes esperanças.
Entre eles, considero a enorme realidade.
O presente é tão grande, não nos afastemos.
Não nos afastemos muito, vamos de mãos dadas.
 
Não serei o cantor de uma mulher, de uma história,
não direi os suspiros ao anoitecer, a paisagem vista da
                                                                     [ janela,
não distribuirei entorpecentes ou cartas de suicida,
não fugirei para as ilhas nem serei raptado por serafins.
O tempo é a minha matéria, o tempo presente, os
                                                     [ homens presentes,
a vida presente. 
 
VIRGINIA LACERDA

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Non ho mai conosciuto di persona Federico, ma l'ho  "incontrato" molte volte per il suo impegno e come riferimento per tante iniziative
Grazie
Giorgio (il SANDALO equosolidale - Saronno)

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Ciao Cristina,
non ho molte parole per quello che è successo...
Ti ho telefonato solo per dirti che sono anch'io vicino a te in questo momento, insieme a tutti gli altri che hanno vissuto pezzi di questa vita con Federico e gli hanno voluto bene, come vogliono bene a te.
Ti abbraccio forte forte,
Gimo

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Siamo senza parole. Profondamente addolorati è dir poco. A tutti voi un grande abbraccio da parte nostra. Se vi è possibile, fateci per cortesia sapere quando saranno i funerali. Non abbiate scrupoli a dirci se possiamo fare qualcosa.
Alessandro, Ilaria, Roberto e tutti i soci di Contrasti e InContrasti.

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Cara Virginia,
É uma perda lamentável. Imagino quanto foi impactante para vocês que conviveram há mais tempo com Ceratti.
Nos poucos momentos que tivemos em Bolonha, ano passado, pude perceber o quanto era uma figura especial.
Agora é vida que segue com a presença invisível e o exemplo de sua referência.
Abraços,
Antonio Barbosa de Siqueira Neto
Secretaria Executiva de Captação de Recursos e
Acompanhamento de Programas

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non dimenticherò mai quel giorno sulla carrozza 11 dell'eurostar per milano...era il 2001...un vagone semivuoto, un uomo assorto che guardava fuori dal finestrino...mi sono seduta proprio lì, di fronte a lui, per fumare una sigaretta...non c'è stato bisogno di chiedergli del fuoco..da vero galantuomo era già pronto con il suo accendino..ed era già pronto anche ad ascoltare una sconosciuta che aveva nel cuore  un sogno: diventare giornalista..quel sogno l'ho realizzato anche grazie ai suoi insegnamenti...e anche da lontano non ho mai smesso di seguirlo, anche se un ho grande rimpianto..di non aver potuto continuare a dargli il mio sostegnoconcreto...con federico ho scoperto un mondo bellissimo, che porterò sempre nel cuore..spero in una sola cosa che possa onorare degnamente la sua memoria: poter fare, un giorno, anche una sola briciola di ciò che ha fatto lui per gli altri...
maria antonietta (m.an.to)

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Esprimo le mie più sentite condoglianze ai familiari e amici di Federico, con il quale ho avuto il piacere di condividere lavoro e amicizia.
Samuele Gianola
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Tra i fondatori del progetto Caes dei tempi pioneristici, promotore e stimolatore di tante altre esperienze di economia alternativa e solidale, creativo e propositivo con quel pizzico di follia progettuale propria di chi guarda sempre in avanti e oltre l'ostacolo.
Forse, poi, anche altro, ma a noi di Caes piacerà ricordarlo così.
 
Marco Grassi Caes Italia
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Sono trascorsi circa quaranta anni da quando ho conosciuto Federico, detto affettuosamente Fefè, con lui ho percorso tratti di vita molto intensi e altri in cui ci si vedeva anche solo una volta al mese, ma quella volta era come se ci si fosse incontrati il giorno prima.
E' stata un'amicizia politica nelle file del movimento studentesco, poi un'amicizia personale ai tempi della separazione quando dovevo tirare su da sola mio figlio e tante volte avevo bisogno di non sentirmi totalmente sola.
Poi c'è stato il legame del lavoro. Oggi, certamente grazie anche, a lui ho fondato il mensile Che Libri. Dico grazie a lui perché mentre facevo Rivisteria e pensai che era necessario parlare anche di libri, fu proprio grazie a lui, e con lui, che fondammo il mensile Librinovità che poi venne inglobato da Rivisteria.
Fefè non trattava specificatamente di libri, ma seguiva con entusiasmo e grandissima generosità tutto ciò che considerava etico e progressivo. Non si tirava mai indietro e si faceva carico di sostenere i suoi compagni "di strada" con una disponibilità incondizionata.
E' questa generosità che ho sempre amato, generosità che ti dava la garanzia sempre di non essere mai sola, di avere sempre un amico con cui scambiare idee e progetti, ma anche da cui ricevere una parola di consolazione e appena poteva, un aiuto concreto.
Fefè è un uomo di quelli rari, che non badano alle apparenze ma alla sostanza.
Scusate, ma mi viene spontaneo parlare al presente. Non riesco a pensare altrimenti. Se non posso abbracciarlo, certo la sua presenza c'è sempre.
Un abbraccio forte da Bea

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In un mondo dove sembra contare solo ciò che appare e dove troppi passano il tempo ad autocelebrarsi, Federico  si è sempre posto verso gli altri, verso tutti noi, con grande semplicità, senza mai far pesare, né vantare,  il suo enorme bagaglio di conoscenze e di cultura. Poliedrico, infaticabile, alla ricerca sempre di nuove strade capaci d'intralciare i profitti e  la  santificazione del mercato. Il suo lavoro è sempre stato preziosissimo per tutti noi, per il movimento. Ho sempre apprezzato questo suo modo di impegnarsi, senza urlare, quasi senza prendersi il merito di quanto faceva. Ciao, Federico, grazie per quello che sei stato. 
Vittorio Agnoletto

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A nome anche di Giuliano Monti e di tutti i colleghi della ex-Sinfor ed ex-Ambro-Sistemi , ricordando il Federico conosciuto nei bei tempi vissuti al PAIS, porgo le più sentite condoglianze ai suoi cari e la promessa personale di ricordarlo nelle mie preghiere (cosa che non guasta mai).
Emilio Parma

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Tutta ACRA porge le proprie condoglianze agli amici di Acea e ai familiari di Federico Ceratti,
infaticabile promotore di iniziative politiche, sociali e culturali,
indomito pensatore libero, acuto e mai banale,
indimenticabile amico, socio, collega di tutti noi.
Salutiamo con grande affetto Federico, lo ringraziamo per il suo
impegno come membro del consiglio direttivo prima
e come socio oggi della nostra associazione,
e gli auguriamo di vivere intensamente
anche questa nuova avventura.

Gli amici di ACRA.

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oggi ho chiamato ed ho ricevuto la terribile notizia del decesso del caro amico Federico.Lo conoscevo da poco ma ne avevo una grande stima.Non so veramente capacitarmi a questa idea che mi sembra assolutamente incredibile ed impossibile.
Vogliate ricevere le mie piu' sentite condoglianze poiche' sono anche io confuso e non riesco a scrivere altro.
Vogliate per favore girare alla famiglia di Federico tutto il mio dolore ed il mio incredibile rincrescimento.
Anche io posso solo dire a Federico che ci vede da lassu' e sicuramente ci sorride :
RIPOSA IN PACE.
Lorenzo Fagnoni

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ciao Fede...
non dimenticherò mai la prima domanda che mi hai fatto..."perchè sei seduta qui?"..era il nostro primo incontro...
e te ne ho raccontate di cose su quello che mi aveva spinto a cercarvi, sui miei mile sogni, sulle mie tante e spesso strambe idee...
e mi hai sorriso..e forse da lì ho capito che mi avresti permesso di fare un po' di strada con te.
per questo ti ringrazio Fede..per la fiducia e la forza...per i sogni..per l'allegria...e anche per i "bisticci" e i "rimproveri" per la mia rumorosa presenza...è stato bello alla fine riderne insieme...
mio caro infaticabile costruttore di idee di sogni e di speranze..."quanta vita mi hai passato"...siamo una squadra ora più che mai...sarai orgoglioso di noi.
Lucia

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Mi ha commosso la notizia della morte di Federico Ceratti. Anni fa lo
conobbi che ero alle prime armi, uno psicologo che voleva portare cose
nuove al mondo, nuove visioni che nessuno capiva. Lui e' stato gentile
con me, ha compreso e mi ha aiutato.
Grazie Federico, buon viaggio.
Massimo Soldati

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Estou encaminhando msg à família do nosso inspirador amigo, Frederico Ceratti, solicitando a um dos membros da rede do PTSBrasil que reside em Milão (Daniel Tavares) sobre possibilidade de comparecimento para expressar no pesar e sentimento.
Paz neste tempo de dor.
Lutero Couto
Diretor Presidente
Parque de Tecnologia Social

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Ti abbiamo conosciuto come cliente, ci hai lasciati come grande amico, non ti scorderemo mai. Ciao Fede, resterai nel nostro cuore per sempre. Centro Copia M.S. - Massimo, Marisa uno, Mimì, Andrea, Flo, Marisa due e tutti quelli che hanno avuto modo di apprezzarti qui da noi.

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L'Associazione Insieme per il Malawi Onlus ed io personalmente partecipiamo al grande dolore della famiglia Ceratti e dell'Ong Deafal.
Assolari Giuseppe per Insieme per il Malawi Onlus Bergamo.

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ciao fede, sono roberta...una delle prime "valvoline", una di quelle che insieme a te e a luisa ha costruito quel pezzo di altro mondo possibile che è piazze solidali...
non ho grandi parole per dirti quello che provo...
preferisco il silenzio, proprio perchè non dicendo a parole, che spesso hanno il difetto di fermare i pensieri...racconta di più, perchè parla anche del non parlatao...di tutti quei sentimenti che stanno dentro...e non escono...e non si scrivono nè di dicono.
scrivevo ieri a luisa...banalmente...ti voglio bene...
perchè con te mi sono costruita un pezzo: e quella che sono, nel lavoro, nei rapporti, nel modo di pensare il mondo lo devo anche a te. per questo, ho portato te, luisa e i compagni di acea sempre con me, come una specie di scorta...condividendo idealmente sempre i momenti, le scelte, i pensieri e i valori.
anche camminando lontano...vi ho tenuti accanto...
quindi...ti voglio bene fede
e grazie per avermi dato, in cambio, un pezzo di te...
robi

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Entrate e chiedete.
Ho saputo ieri della scomparsa di Federico, a causa di un incidente stradale. Lo sapevo con problemi di salute e pensavo fosse stato un aggravamento. Ma persone come Federico non si fanno piegare dalle malattie.
Siamo diventati molto amici negli anni in cui ho vissuto in Lombardia, assieme abbiamo attraversato varie avventure, come ad esempio la presenza in ACU.
Poi, partito per Roma, abbiamo continuato a sentirci e a vederci, perché lui aveva decine di "progettino interessante da cui si può tirar fuori qualcosa". Per me andava troppo veloce, non facevo a tempo ad affrontare una questione che lui aveva già altre 10 idee da sottopormi. E quando mi faceva incazzare, lo mandavo a quel PAIS e lui sorrideva, di quel sorriso sornione, da gatto romano. Alle volte mi sembrava avesse proprio  le striature rosse da micione, come quelli che vivono nei ruderi di largo Argentina. Poi, aveva quegli occhi mobili, irrequieti, che alle volte parlavano più di mille parole. 
Quando venivo a Milano, lo andavo sempre a salutare al PAIS, realtà che invidiavo molto e dove mi fermavo volentieri a parlare. Parlavamo dei progetti, dei massimi sistemi, di economia e di cose sciocche e inutili, tutto con la stessa passione e la stessa competenza. Sarei rimasto per ore a parlare con lui, era sempre pieno di idee e di proposte.
La cosa bella che mi piaceva di quel posto era la scritta che c'era all'ingresso degli uffici di Federico: "se la porta è chiusa, non bussate, entrate e chiedete".  Penso che questa frase, che cito a memoria ma il cui senso è quello indicato, fosse molto emblematica del suo essere.
Federico c'era per tutti, si ricordava delle cose ed era sempre disponibile ad incontrarti. Bastava chiedere, e avevi una risposta, magari piccola ma concreta. Era consapevole della caducità delle soluzioni che trovava, e anche dei rapporti di forza, spesso a nostro svantaggio, ma non hai mai disperato, ha sempre cercato di costruire, la dove invece altri cercavano di distruggere.
Inoltre aveva un sesto senso per capire quando stavi attraversando dei momenti di crisi o difficoltà, ed io spesso ne ho avuti.
Ma il primo ricordo che mi è emerso ripensando a Federico, è stato quello di un estate milanese, quando sono passato a casa sua. Abbiamo chiacchierato, aveva preparato delle tisane fresche che ho bevuto in maniera spropositata, poi mi ha offerto dei piccoli ghiaccioli che aveva preparato con dei succhi di frutta biologici, di cui mi sono servito abbondantemente. Mentre bevevo e mangiavo, parlavamo dei progetti e delle nostre vite. Uscendo, mi sono sentito sereno e felice.
 
Grazie Federico, perché mi hai tolto il vizio di bussare, ma mi hai insegnato a chiedere.
Un abbraccio forte a Cristina e a Mimosa, ai genitori e a tutt* coloro che ti hanno voluto bene
Francesco Castracane Roma

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La Cooperativa Famiglie Lavoratori di Treviglio (CFL) ricorda Federico quando partecipo al 25° di fondazione della Cooperativa nel 1977,intervendo con un discorso su "Scenari futuri" di cui alleghiamo copia.
(la metteremo sul sito www.consumietici.it)
Un grazie sentito a Federico per il sostegno datoci in tutti gli anni della nostra conoscenza.
 il CDA , Fausto Ferrari e Alfredo Morini

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Esprimo le mie più sentite condoglianze alla famiglia e a voi tutti/e per la prematura scomparsa di Federico Ceratti.
Con Federico, e molti di voi, abbiamo condiviso nei primi anni '90 l'indimenticabile esperienza del "Giornale della Natura" che era un momento editoriale ma anche molto di più.
Da quella esperienza molti di noi sono poi andati avanti in campi differenti ma forti dell'acqua di quella sorgente di vita, di cui Federico era Custode e Maestro.

Italo Cassa
La Scuola di Pace - Roma

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Ciao Federico,
ci hai lasciato con un palmo di naso!
Quanti progetti e quante cose fatte! Con la forza delle grandi idee ma sopratutto di cuore e d'animo. Ci siamo incontrati brevemente in questa vita ma è stato sufficiente a lasciare un segno indelebile e un desiderio vivere l'attimo che quando penso a te non mi lascia mai a terra. Qualcosa e qualcuno ti ha chiamato per altro di più urgente, forse più importante. C'era bisogno di te, proprio di te...
Pierluigi

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Ho pianto, non riuscivo a fermare le lacrime quando ho saputo che Federico non ce l'aveva fatta, le mie figlie si sono un po' spaventate vedendomi così (solitamente riesco bene a controllarmi) e mi hanno chiesto perchè: ho risposto che era morto un caro amico, un amico di Roberto........avrebbero avuto la stessa età, sono morti entrambi al Beretta.
Grazie Federico per la tua solidarietà sempre presente e sempre discreta,  per il tuo affetto che sempre ci hai dimostrato, per il tuo modo dolce e a volte scanzonato,grazie per il tuo impegno costante,grazie di aver vissuto anche per Roberto........
Un abbraccio
cristina franceschi

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Ricorderò sempre Federico con gratitudine, stima e profonda amicizia.  Un grande abbraccio a Cristina, familiari ed amici di Acea.
Massimo  Degiuli

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ciao Federico,
debbo ancora una volta esserti grato Federico.
ora mi lasci libero anche da lungaggini, incombenze: tutto di nuovo ora corre, come te.
le cose debbono subito riprendere: le idee, i viaggi i progetti...
ho deciso in queste ultime ore di andare lo stesso in Kenya, arriverò il 21/10
serve perchè c'è da accelerare il progetto Rete Solidale, per il campo a Tone La Maji, e pure per il pozzo, e pure per la scuola d'agraria (gli orti urbani).
mi dedicherò in questi giorni a te Federico, a tutti i tuoi amici (e sarà molto dura),
poi a riprendere le nostre cose di tutti i giorni, noi "i ragazzi di Federico", ragazzi diventati già grandi.
e poi i progetti, il convegno Acqua e religioni, Piazze Solidali in piazza Mercanti, Cinisello Balsamo, Sesto, Cologno e la Martesana...
e il Kenya: dopo questi due mesi faticosissimi una pausa farà bene a me, e rilancia le prospettive di tutti... pausa e lavoro, come sempre.
insomma, andiamo avanti,
come prima, più di prima, come la canzone
ti piacevano le canzoni, era la tua passione, e hai sacrificato anche questa al servire gli altri.
ciao.
Michele

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La prima volta che ebbi a che fare con Federico fu una trentina di 
anni fa, altri tempi, altre spinte emotive, altre aspettative, altri 
sogni, ma negli anni è rimasta sempre la stessa voglia di fare 
qualcosa per cambiare questo mondo. Anche quando non si era del tutto 
d'accordo.
Purtroppo il suo contributo e il suo impegno verranno a mancare.
E vi assicuro che è molto triste parlare al passato di una persona 
con cui si sono condivisi impegno e aspirazioni.
Gianni Di Domenico

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La noticia dolorosa del fallecimiento de Federico Ceratti nos ha dejado
apenados y con la tristeza de la pérdida de un hombre valioso siempre
inquieto y con deseos de aportar su conocimiento y generosidad para
construir un mundo mejor no solo en Italia sino en otros países.  El
conoció parte de nuestro trabajo y nuestro país y deseó apoyarnos en
nuestra lucha a favor de las mujeres rurales.  Agradecemos su apoyo y la
mano que siempre nos extendió.  A sus compañeros de trabajo y de lucha,
así como a su compañera Cristina y a su querida hija Mimosa, les
enviamos nuestro más sentido pésame.  Deseamos y sabemos, que su memoria
estará siempre presente junto a sus enseñanzas.

Desde México y la Red Nacional de Mujeres Rurales (RENAMUR), nuestro
agradecimiento y reconocimiento en memoria de Federico Ceratti.
NURIA COSTA
PRESIDENTA DE RENAMUR MEXICO

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Federico, senz'altro continueremo a incontrarci tra un mercatino e l'altro.
Un abbraccio,
Giuseppe Liverani e Silvia Palombi

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Ho appena letto sul giornale consumi etici la brutta notizia!Sono molto adolorato, avevamo fatto tante cose assieme fino a l'altro giorno che aveva recuperato un mio pacco per poter intraprendere il nuovo progetto!
Potresti presentare le mie condoleanze a Cristina!
A presto!
SALL.O.DIACK

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- La mano che non ho -
così andammo
nella notte della mia vita
io ed il mio giovane cuore
a caccia di coccodrilli

le nostre mani erano nude

la mattina ci sorprese al ritorno
i moncherini sanguinanti

nel silenzio della sconfitta
la mia anima singhiozzava

questo pianto fa più male
delle ferite nella carne

nessun Dio in queste mattine
può consolare
la mia povera anima

Rinaz
Rinaldo Maria Chiesa (rinaz@libero.it)

nella foto Federico Ceratti e Rinaldo Maria Chiesa autunno (1982?)
(la metteremo sul sito www.consumietici.it)

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Mi piace ricordare come ho conosciuto Federico: era il 2003
e cercavamo un relatore per una serata sul turismo
responsabile a Laveno, in provincia di Varese. Tra una lista
di nomi consigliati c'era il suo. Chi è? Verifico su
internet e mi appare un suo editoriale. Lo leggo. Non
ricordo quale fosse il tema, ricordo che nel leggerlo ho
pensato: questo non ha paura di dire le cose come stanno, mi
piace! Lo chiamo e, cosa incredibile, accetta di venire in
questo sfigato paesino della provincia varesina, snobbato
dai più (perché il "Movimento" fa più figo a
Milano che in provincia) senza chiederci nulla in cambio.
Lui viene, parla, lascia il segno.
Ne sono derivati una grossa stima reciproca e tanti sogni e
progetti. Il progetto più folle: partivo per l'Acre e mi
ha mandata a inseguire raccoglitori di caucciù per
inventarsi il preservativo equosolidale!
Ciao Federico, bello scherzo hai fatto a tutti, di andartene
così, dopo aver seminato un'infinità di piccoli grandi
sogni.
Sono vicina alla famiglia, che non conosco, e ai compagni di
Acea e Deafal.
Un abbraccio
Paola Sacchiero
CAST - Centro per un Appropriato Sviluppo Tecnologico

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Un caro saluto...
Rosanna castelletti

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Non mi ricordo in che modo ho conosciuto federico, è successo penso circa 20a. fa,abbiamo lavorato insieme nella FCE, AGRISALUS-ACU,
e in altre realtà, facevamo quadrare bilanci sempre in rosso...
Ero spesso in crisi,xchè allora credevo che il lavoro amministrativo, nel mondo delle associazioni e cooperative non fosse importante, mi ricordo che una volta Fede mi
disse: le tue capacità, il tuo "talento" il tuo sapere, usala, mettila al servizio di un'economia  il + possibile solidale; noi dobbiamo tenere in piedi situazioni che nel mondo economico non avrebbero possibilità...
e ho continuato con il mio lavoro.
 ciao fede ci sentivamo e vedevamo poco ultimamente,  se non per scambi di iniziative, informazioni ecc. x e-mail, ma grande affetto  e condivisione nelle scelte di vita che abbiamo fatto, queste non sono mai mancate. Pensando a te  mi sono ricordata di questa poesia di D.M.Turoldo
 
Io vorrei donare una cosa al Signore,
ma non so che cosa.
Andrò in giro per le strade
zuffolando, così,
fino a che gli altri dicano: è pazzo!
E mi fermerò soprattutto coi bambini
a giocare in periferia,
e poi lascerò un fiore
ad ogni finestra dei poveri
e saluterò chiunque incontrerò per via
inchinandomi fino a terra.
E poi suonerò con le mie mani
le campane sulla torre
a più riprese
finché non sarò esausto.
E a chiunque venga
- anche al ricco - dirò:
siedi pure alla mia mensa,
(anche il ricco è un povero uomo).
E dirò a tutti:
avete visto il Signore?
Ma lo dirò in silenzio
e solo con un sorriso.
 
Io vorrei donare una cosa al Signore,
ma non so che cosa.
Tutto è suo dono
eccetto il nostro peccato. ...

Gli raccoglierò dal prato
una goccia di rugiada
- è già primavera
ancora primavera
una cosa insperata
non meritata ....
metterò un garofano rosso sul balcone
canterò una canzone
tutta per lui solo.
Andrò nel bosco questa notte
e abbraccerò gli alberi
e starò in ascolto dell'usignolo,
quell'usignolo che canta sempre solo
da mezzanotte all'alba.
E poi andrò a lavarmi nel fiume
e all'alba passerò sulle porte
di tutti i miei fratelli
e dirò a ogni casa: "pace!"
e poi cospargerò la terra
d'acqua benedetta in direzione
dei quattro punti dell'universo,
poi non lascerò mai morire
la lampada dell'altare
e ogni domenica mi vestirò di bianco.
 
Io vorrei donare una cosa al Signore,
ma non so che cosa.
E non piangerò più
non piangerò più inutilmente;
dirò solo: avete visto il Signore?
Ma lo dirò in silenzio
e solo con un sorriso
poi non dirò più niente.
(+ Padre David Maria Turoldo, "Per il mattino di Pasqua")
 
Shalom   federico,  da Dolly (come ti ostinavi a chiamarmi)
dolores
 

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Scritto da alfa10/Mario  il 2008-09-27 18:14:09  sul Blog di Nando Dalla Chiesa
Editoriale dal sito www.consumietici.it
 
Trent'anni
Tanti sono trascorsi da quel giorno in cui venne colpito a morte Roberto 
Franceschi. Trent'anni eppure sembrano pochi per me che, come pochi altri 
in confronto a quanti avremmo potuto essere, ho continuato a lavorare per 
la politica e per il sociale senza mai perdere la speranza in un mondo 
diverso, più giusto.
 
Ma trent'anni incominciano a essere sufficienti per dare valutazioni che 
vadano al di là della pura cronaca. Sono sufficienti per "leggere" gli anni

dal 70 al 75 con occhio di storico e non con nostalgia.
 
Cosa ci rimane di allora? Cosa può essere utile di quell'esperienza ai 
giovani di oggi?
 
Ne ho parlato con i giovani volontari della nostra associazione che hanno 
osservato come la morte di Roberto sia similare a quella di Carlo Giuliani.

In molti, in troppi pensano che non sia cambiato nulla, che il sangue e il 
dolore di quegli anni sia passato invano. Non è vero. In quegli anni la 
magistratura era meno indipendente, anche quella che oggi è accusata di 
essere di parte (politica naturalmente perché se sono dalla parte della 
popolazione sono nel giusto ovviamente). In quegli anni DC e PCI e tanti 
altri fecero blocco per oscurare la verità sulla morte di Franceschi 
arrivando addirittura a far scomparire la foto che incriminava la polizia.
 
La situazione (malgrado tutti i rimproveri che si possono fare alla 
magistratura genovese) è realmente cambiate. Sia nella Magistratura sia 
nelle Forze di Polizia stesse, sia nella maggioranza del Movimento dei 
Movimenti c'è più "senso dello Stato". In generale c'è una diversa visione 
(più matura) della democrazia. Non sono passati invano gli anni, non è 
stato versato invano il nostro sangue, la nostra fatica, il nostro dolore.
 
Ma cosa possiamo "passare" alle nuove generazione come "riflessione utile" 
dell'esperienza del movimento giovanile iniziato nel 69? Più che un 
messaggio positivo una avvertenza. E' normale che i movimenti (che sono 
tali e potenti perché indirizzati su obiettivi parziali) tendano ad un 
certo punto a fare scelte più "complessive" nel momento in cui, è 
inevitabile, diventa a tutti chiaro che la soluzione di problemi anche 
parziali dipendono dall'organizzazione generale politica della società.
 
Noi l'abbiamo fatto, abbiamo generato partiti e organizzazioni. Tutto 
finito in nulla.
 
Ai movimenti e ai partiti allora questa avvertenza: ognuno faccia la 
propria parte. I movimenti generino lotte ed elaborazioni e i partiti le 
sappiano cogliere. Dirò di più che i movimenti non si facciano inglobare 
dai giochi dei partiti o delle loro correnti, ne stiano ben fuori. Ai 
movimenti non deve interessare quale partito, quale uomo politico, quale 
leader, quali sommovimenti si presentino in un'area politica o in un'altra.

I movimenti rimangano fedeli alla loro matrice e alla loro natura.
 
Come ebbe a dire il grande Wilhelm Reich "il potere è la potenza che si 
struttura" e, nel momento in cui si struttura inizia perdere se stessa (è 
in analogo la scoperta di Einstein sul rapporto energia/materia). Questa è 
la storia di sempre. E' bene che i movimenti (che sono potenza) lascino 
intatta la loro forza e i partiti (che sono potere) vengano scossi dalla 
potenza dei movimenti rimettendosi in movimento come la società stessa. E' 
nella dinamica delle cose (e quindi della società) il segreto della sua 
capacità di rinnovamento e di riequilibrio. E' nella contrapposizione 
pacifica, cosciente e responsabile fra dinamica (la libera espressione 
della forza creativa individuale e collettiva) e la "statica" (le regole 
del gioco fissate per i diritti base degli individui e per la gestione del 
potere) che costruiremo una società più giusta.
 
E in questo senso voglio rendere omaggio a Roberto Franceschi come 
intelligenza attuale e persona viva e presente. Non è il solito peana per 
chi non c'è più!
Con Roberto firmai la mozione per la seconda grande occupazione del liceo 
scientifico Vittorio Veneto di quegli anni, ma sempre con Roberto litigai 
duramente sull'invasione di Praga. Ed era lui ad avere ragione, che era 
ferocemente contro.
Lui più cosmopolita, nipote di perseguitati aveva chiaro che cosa era la 
libertà e il diritto civile individuale e la non violenza. Io, più 
preoccupato del bisogno di unità del movimento socialista e comunista nel 
mondo, non giudicavo con durezza l'intervento del Patto di Varsavia, anzi!
 
Occorre dirlo chiaramente, ha vinto la mentalità che io, in piccolo, 
rappresentavo. E il movimento ha perso la sua bellezza, la sua forza; ha 
incanalato la sua potenza creativa in piccole strutture di potere che erano

partiti e organizzazioni politiche.
 
Noi, fautori di questa mentalità, che vedeva in uno Stato Socialista 
illiberale la forza di contrapposizione ad uno Stato Conservatore 
illiberale, insieme alla repressione politico/poliziesca abbiamo fatto 
morire una speranza di cambiamento della società riuscendo solo a 
"rinnovare di poco e male" il presente.
 
Vi invito a andare a vedere la mostra "L'emozione e la memoria" alla 
Bocconi di Milano e a seguire tutte le iniziative, a partire da quella del 
23 gennaio sera, che si terranno alla Bocconi per il trentennale di Roberto Franceschi. 
 Federico Ceratti, presidente di AceA 
 
Questi era Fede.
Ma oggi è un brutto giorno anche per chi, come me, ha saputo che Butch
Cassidy se n'è andato.
Mentre Henry Gondorff si sta industriando per organizzare in Paradiso la
più grande Stangata nei secoli dei secoli, ed Eddie Felson è là, accanto al
tavolo da biliardo, pronto a sfidare Minnesota Fats per la più grande
partita dall'alba dei tempi...
Paul Newman (1925-2008)
In memoriam per entrambi.
 
Mario

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Sono Noris, ho lavorato con al Giornale della Natura  (1998/1999) quando era ancora in Via Bazzini....
Seguivo l'amministrazione e gli abbonamenti. Ho appreso la notizia della scomparsa di Federico e sono rimasta ........senza parole.
Vorrei far pervenire le condoglianze ai genitori, a Mimosa, a Michele Papagna ed a tutte le persone a cui era caro.
Ha fatto delle cose stupende e rimarrà sempre nel cuore di tante persone.
Noris Salvischiani

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Quando, raggiunta la pensione, ho pensato di fare qualcosa nel volontariato ho conosciuto Federico. E dopo averlo incontrato un paio di volte ho pensato che il volontariato fosse davvero la cosa giusta. Lui un esempio.
Farà ancora qualcosa di buono per questo mondo, se potrà. Riposi in pace.
Massimo  Biondi

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Apprendo dalla stampa della scomparsa di Federico e la cosa mi addolora.
Ci eravamo persi di vista con Federico, ma il ricordo delle cose fatte assieme in passato è sempre vivo: il giornale della Natura, secondo Natura Erbe, i convegni di Greve in Chianti e tante altre cose.
Federico rimarrà certamente vivo nei miei ricordi, ma sicuramente continuerà a vivere nelle tante cose e iniziative che negli anni ha saputo costruire.
Un abbraccio a tutti quelli che l'hanno conosciuto e che con lui hanno condiviso progetti, passioni e speranze.
Angelo Mereu - Firenze

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Caro Fede, 
non ti voglio ricordare per il tuo impegno sociale e politico, per il quale, naturalmente,  ti riconosco gli stessi meriti finora attribuiti da tanti amici.
Per me tu sei l'amico importante, da cui è difficile separarsi.
Ci siano conosciuti negli anni '80, tu nel   ruolo di direttore di Riza Psicosomatica, io in piena crisi professionale e personale: mi ero licenziato, per motivi ideologici da un'azienda, avevo lasciato il posto sicuro e non sapevo che fare nella vita. Tu, instancabile homo faber,  mi hai indicato un possibile cammino da esplorare. "Prova a distribuire Riza nelle librerie, vai muoviti..."    Mi hai seguito con tutta la tua generosità,  anche  prestandomi la tua auto, mi hai dato indicazioni, suggerimenti e una pacca sulla spalla nei momenti di scoraggiamento "Dai che ce la fai.."   dicevi.  Così è nata e si è sviluppata una attività di nicchia, grazie alla quale oggi posso vivere  e far lavorare altre persone.
Ricordo anche le nottate al mare con le nostre giovani figlie. Io, tu, loro, la tua chitarra, le canzoni di De Andrè e Della Mea cantate fino a notte fonda,  quelle da te composte che ci suonavi davanti al camino della nostra casa in montagna, dove mi aiutavi a fare l'orto e a cogliere, in autunno, l'uva americana da portare ai nostri "vecchi", attento a che nessun grappolo venisse sprecato, perché  i frutti della terra non si gettano.
Forse avresti potuto diventare un cantautore,  ma forse te ne è mancato il tempo.
Sono felice di averti fatto conoscere la dolce Cristina, compagna con cui hai passato buona parte dei tuoi anni adulti con equilibrio e serenità.
Ciao Fede, hai lavorato bene, e forse anche troppo , mi mancherai tanto .
Lucis

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Abbiamo saputo della scomparsa di Federico Ceratti.
Siamo addolorate per la perdita di una persona tanto preziosa che ha dato tanto a tutti noi.
Non abbiamo avuto occasione di collaborare direttamente con lui ma nel quotidiano lavoro sui temi dell'acqua abbiamo potuto beneficiare della sua opera di instancabile animatore di iniziative e campagne, costruttore di senso e di valore.
a tutti voi di Acea, il nostro abbraccio
con tutto il cuore
Silvia e Raffaella
Cap Holding

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con muchisima pena recibí tu noticia,Federico  sabe lo que
lo queremos y te aseguro que donde este nos estará cuidando.
trata de estar tranquila porque eso le gustará a Federico.
Besos
GUADALUPE GONZALEZ H.MEXICO

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Propio così,
il dolore ci toglie le parole,
un brivido mi scorre nelle
vene
e negli occhi conservo il suo sguardo aperto e dolce.
Mi dispiace
molto!!
Mi unisco a tutti quelli che l'hanno conosciuto e gli volevano
bene, in particolare mi unisco al dolore della famiglia.
Myrna Gil

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mi stringe il cuore, non riesco proprio a immaginare acea senza federico
vi abbraccio tutti e fateci sapere se pensate di fare qualcosa dedicata a lui,
e quando ci saranno i funerali
rossana papagni

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ci uniamo al vostro dolore, che è anche il nostro e di tutti coloro che hanno avuto - come me - la fortuna di conoscere e condividere alcuni momenti di vita e di lavoro con Federico.
Lo sforzo di tutti noi deve essere adesso quello di perseguire con la stessa energia e lo stesso entusiasmo gli ideali che sono stati di Federico.
Un caloroso abbraccio dallo staff della Fondazione Giordano Dell'Amore
Valentina, Cinzia, Mauro e Maria Cristina

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Cari amici di Acea,
la notizia è di quelle che sgomentano e che non penseresti mai riferita a
persone vicine. L'improvvisa scomparsa di Federico lascia un che di sospeso
stupore, inesprimibile disagio, incompiuto rapporto.
Ci uniamo a voi nel dolore e nel ricordo di un uomo appassionato
propugnatore di giustizia per tutti gli oppressi. La sua memoria non verrà
meno finchè continueremo a trovarci nello sforzo comune di costruire un
mondo migliore.
Un forte abbraccio
Cooperativa Chico Mendes

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L'ho saputo...
Vi sono vicina. Molto... Sono triste e senza parole.
Saluta anche le ragazze da parte mia..
Dobbiamo essere forti. Anche per lui...
Amalicea

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Carissimi
è con profondo dolore che giunge il vostro messaggio per la scomparsa di Federico. Un amico e compagno di strada che non potrò mai dimenticare per la sua tenacia e tenerezza. Un compagno di strada che mi ha insegnato molte cose seppur nel breve tempo che abbiamo camminato insieme. Un uomo di mille risorse che quando vedevo per starada con la sua bicicletta era sempre un piacere incontrare. Carissimi vi sarei grato se poteste girare questo pensiero ai suoi cari e alle persone che più gli sono state vicine.
Non riesco a crederci!!!!!
Un fraterno abbraccio a te a tutti coloro che operano con AceA
Massimo Stroppa

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carissimi
non so cosa dire...se non stringerci come dici tu in un grande abbraccio di dolore e di amore nei suoi confronti
fammi sapere quando sarà il funerale
grazie
francesca

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abbiamo saputo ora di Federico. Ci dispiace un sacco. Abbiamo tutti perso qualcosa.
Saluta tutti,
David
Altraqualità

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ciò che Fede mi ha insegnato.
Tantissimo, quasi troppo.... fra cui:

se possiedi un talento
usalo in ogni modo possibile.
Non accumularlo.
Non centellinarlo come un taccagno.
Spendilo sfrenatamente, come un milionario deciso ad andare in rovina

Sara Ferrari

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Carissimi, la notizia è triste. Una perdita così improvvisa, per chi ha conosciuto, anche se non profondamente Federico, coglie veramente impreparati.
La condivisione degli ideali, dei valori e di tante inizitaive insieme, però, ci rende partecipi totalmente, del vostro dolore.
Un abbraccio a tutti voi della "sua" ACEA,
ketty Carraffa
NIDIL CGIL MILANO

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Cari amici, la notizia della scomparsa di Federico Ceratti mi ha profondamente colpita e addolorata. L'avevo personalmente conosciuto a Lugano, in occasione della presentazione di una pubblicazione e sapevo che seguiva la nostra attività: quando abbiamo cambiato il formato del nostro giornale La borsa della spesa, erano arrivati anche i suoi complimenti che mi avevano fatto tanto piacere. Vi esprimo, anche a nome dell'ACSI, le mie più sincere condoglianze. Cordialmente

Laura Bottani-Villa
La Borsa della Spesa
Associazione Consumatrici
e Consumatori Svizzera Italiana

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Ho saputo della scomparsa di Federico la mattina di giovedì, da una
collega di ACU all'inizio di un riunione presso la federconsumatori di
Bologna,  ma solo ora ho la possibilità di comunicare il mio dolore e
il desiderio di condividerlo con chi lo ha conosciuto, stimato e amato
oltre che con i familiari, che non conosco ma a cui invio, a parte, lo
stesso, la mia partecipazione al loro grande dolore. Sono rimasto
incredulo e paralizzato per la circostanza che ci ha privato di un uomo
eccezionale: infaticabile, generoso, buono e ricco di idealità. Ho
conosciuto Federico e Michele nel lontano 1994, per aver
cominciato a curare il giornale TING Spazzavento Informationes, che per
alcuni anni usciva come inserto autonomo fra le pagine del glorioso
GIORNALE della NATURA. A volte ero costretto, per risparmiare tempo, a
prendere il treno per Milano da Bologna per consegnare i "lucidi". Ma
lo facevo con piacere, perchè mi dava la possibilità di scambiare
qualche parola con Federico e Michele, sempre attivissimi, con poco
tempo, comunque gentili e disponibili. E' stata una esperienza
bellissima che fa parte ormai della mia formazione e della mia crescita
culturale.
 
Federico è stata la prima persona che ho rivisto il primo
giorno del Sana 2008. All'ingresso, vicino al Centro Servizi, era quasi
di corsa, mi ha salutato ma non si è fermato, scusandosi con un cenno
per la fretta. Dopo  averlo cercato fra un convegno e l'altro,
finalmente ho potuto incontrarlo presso il "suo" stand, a Fiera ormai
conclusa. E così ho potuto scambiare qualche parola con lui: sempre
gentile e disponibile, anche se mi rendevo conto che lo stavo
trattenedo, visto che era impegnato nel disallestimento dello stand.
Dopo aver fatto un ultimo giro all'interno del padiglione, lo rivedo
ancora presso lo stand, sopra una sedia, tutto concentrato, come un
ragazzo, nel completare il ritiro del materiale posto in alto per dare
maggiore visibilità al gazebo. L'ho osservato con tenerezza e mi sono
trattenuto dal dargli un ultimo cenno di saluto per non disturbarlo.
Questa è l'ultima sua immagine che mi porterò dentro  ancora per molto
tempo: la percezione della sua umiltà, della sua tenacia, della sua
coerenza, della sua testimonianza in prima linea, concretizzata anche
nelle azioni più semplici e quotidiane, che in una Fiera vengono di
regola delegate ai più giovani o a chi, nella gerarchia delle
competenze, svolge un lavoro  non direttivo e di coordinamento. Ma
Federico non ha mai cercato il Potere dei potenti, La Forza per
controllare gli altri, la ricchezza per ottenere comodità e prestigio.
Ha scelto di testimoniare e vivere la sua vocazione a fianco dei più
deboli, in linea con le sue idee e la sua visione dello stare al mondo.
Mi mancherà ma voglio che la sua dipartita improvvisa riaccenda in me
l'amore per la giustizia e la solidarità, verso il mio prossimo e verso
la nostra Terra, da lui sempre amata e protetta.

P.S. Dopo due giorni
dalla sua morte, ho sognato Federico giacente su un letto e circondato
da persone che desideravano intensamente che lui continuasse a vivere.
All'interno di un salone tappezzato di stoffa rosso-scuro. Un salone
elegantissimo, la sua casa ho pensato. Non sono riuscito a fare il
miracolo ma al risveglio ho preso coscienza di quanto questa persona mi
fosse cara. Come un parente. Come un fratello. Arrivederci Federico.

Un saluto a tutti anche se non vi conosco di persona.

Natalino Lao da  Bologna

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Ciao Luisin...

Caro Federico, così mi chiamavi quando arrivavo in AceA. Un ciao non da
presidente di associazione: un ciao da fratello, amico, compagno,
coetaneo...
Luisin a Genova, a Nizza, a Bologna,  Firenze, a...
Luisin quando idealmente e utopisticamente (in Rete di Lilliut, al Patto
per la pace) si pensava a piazze Solidali; Luisin quando Piazze Solidali
sono diventate da prima un' "avventura" e poi man mano una realtà che ci ha
visto impegnati anche "24 ore" (e più) ma felici di avere avuto l'idea, la
spinta e la realizzazione di quella "piazza" delle utopie che pian piano
perdeva l'utopia e diventava realtà.
Luisin quando venivo a cena da te e Cristina, quando mi hai fatto conoscere
le rape ed altre verdure che io...
Luisin quando venivate da me a mangiare la "casseula" (che ti piaceva
tanto) o alle mie feste con canti e balli...
Luisin quando è mancato Luca e poi Virginio
Luisin anche quando eravamo "sconcordi", ma ci si riusciva ad "accordare"...
Luisin, Luisin...

Ciao dalla tua Luisin

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....ho visto solo ora la mail perchè sono tornata adesso da Genova.
No, non lo sapevo; ti ringrazio davvero tanto per avermi avvisata. Le brutte notizie fanno
sempre male, questa fa male davvero; ho un ricordo sempre vivo e
piacevole dei momenti passati insieme, di quella Fiera
dell'Erboristeria (era a Verona), di Federico e della  vostra sempre
straordinaria voglia di fare ancora e ancora, sempre, cose nuove,
diverse con entusiasmo e capacità creative;  avete contribuito a
cambiare molte cose, davvero;  Federico ha lasciato la sua impronta
indelebile in questo mondo; lo ricorderemo sempre con affetto e
gratitudine per quello che ha fatto e per quello che ci ha lasciato. Ne
ho parlato ora con V. che lo consoceva bene per essere
stata sua compagna di liceo e ci siamo scambiate dei ricordi e delle
immagini.
La vita mi ha insegnato che vivere ed essere qui, anche
domani, non è affatto scontato (ho avuto anche io le mie disavventure, ) e che si deve vivere intensamente  e senza
rinvii; Federico lo ha fatto ... ma sicuramente aveva ancora molto da
da dare e da fare.
ti abbraccio
Lucia G.

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Ciao, sono Agnese Martucci, moglie di mario, da sempre conoscevamo
Federico.
Patrizia mi ha detto che state cercando materiale
e testimonianze su di lui; ho parlato con Isotta G. che ha riviste
fatte  ai tempi del Movimento ed è disponibile a mettersi in contatto
con voi, se la volete chiamare.
Ci vediamo ai funerali
un saluto
 Agnese

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E' stato mio compagno di banco per un anno; mi ha fatto capire molte cose sulla politica e l'economia durante i nostri confronti verbali.
Per me sta ancora viaggiando sulla sua BSA gialla con lo sguardo fisso in avanti. Resta un ricordo indelebile.
Fabrizio

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Cari tutti
ho appreso dalla mail della Tata della morte di Federico. Non vedevo 
Federico dai tempi del liceo ma è stato un compagno che ha segnato il 
nostro corso di studi per la sua vivacità intellettuale, la capacità 
di mettersi in relazione con gli altri e la voglia di comunicare le 
proprie emozioni e convincimenti. Rimane una persona che ha trovato 
uno spazio nella mia memoria e di cui conservero' l'immagine del suo 
sguardo furbo e penetrante, il sorriso scansonato, la cultura e la 
partecipazione alla vita collettiva.
Quindi un saluto a Federico e a tutti coloro che hanno potutto godere 
della sua amicizia e amore
Paolo Marraccini

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Cari tutti,
Scusa per il mio malo italiano.
Noi lei presentiamo nostre condoglianze per il decesso di Federico
Ceratti.
Era un piacere di scanpiare con lui. Aveva una visione complessiva
sopra diverse cose.
Siamo molto sorpresos. Non aspettiavamo questo... E molto triste.
Lucia,
Come noi dicciamo oggi per telefono, puoi, per favore, noi inviare
l'informazione si organizzate qualcosa (fiore, una parola per la
 compagna di Federico) ? Grazie.
Vi desideramo molto coraggio.
 
Cordiali saluti,
Beatrice MALOT e Claudie RAVEL
Guayapi tropical

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Ho saputo la notizia che mi ha veramente colpito.
Ho avuto un breve incontro con Federico al Sana, dove lui mi disse "ma noi
ci conosciamo", e siamo andati indietro nei tempi , infatti ci eravamo persi
di vista, ma ci eravamo conosciuti agli inizi degli anni 90.
Un caro saluto in memoria di Federico, a tutti i suoi amici

Elisabeth Kroess
Baule Volante

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ciao
sono solo 5 le ore passate da quando ho letto la notizia
In effetti sono proprio poche
In genere ho bisogno di molto di più per metabolizzare qualcosa.
E' ovvio che una notizia di questo tipo, in linea di massima ne richieda di
più.
E ci vuole del tempo per avere una reazione
Però adesso riapro lo schermo e ho bisogno di parlarne.
Di lui
del tempo
dei cambiamenti
dei pensieri che saltano fuori prepotenti  e anche inopportuni
del dolore che comunque questo vuoto in qualche modo lascia
delle differenze
Invece penso al turbinare dei pensieri di lui che mi sono girati attorno
inquieti e insistenti da giovedì - 25 settembre - Ero ad allestire lo stand
di FGC a Genova e mi venivano  in mente pensieri e ricordi di lui ma
stranamente fastidiosi e non positivi. Frammenti che la mia mente aveva
bisogno di ingigantire pur di tener presente, lì, insistente, il pensiero di
lui, anche così, come in effetti non l'ho mai nè vissuto nè pensato
Non positivi, di pensieri riferiti a lui ce ne sono davvero pochi, ma la mia
mente aveva bisogno di prendere, allargare e guazzare nel negativo e
inventava e ingigantiva e.... E' stato faticoso, strano e pesante pensarlo e
non volerlo pensare in questo modo. E l'insieme di pensieri tornava. E...
Federico nella mia mente e nei miei ricordi non era mai stato così. Era come
se volese in qualche modo attirare la mia attenzione.
Federico, scusa, aveve ben altri modi di essere ricordato, no? di tornarmi
in mente, di farmi pensare, di prepararmi alla notizia....
...
E' passato un poco di tempo e la voglia di sapere di più o comunque di
sentir parlare da chi gli era vicino, mi arriva addosso forte e dolorosa e
importante.
Grazie
maria de luca
Daymnons Natural Erbe

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Vi rigiro la email inviata qualche giorno fa al vostro indirizzo generico,
per unirci gli amici di Federico.
Monica

Apprendiamo ora con sconcerto, da amici comuni, della terribile vicenda di
Federico. Marco ed io siamo sconvolti e dispiaciuti. Siamo vicini a tutti
coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo, di stimarlo e di poter
collaborare con lui. Teneteci al corrente.

Monica Dragone e Marco Grandi dell'Ufficio Cooperazione Internazionale del
Comune di Milano

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Ciao Federico,
Sono passati 35 anni dai banchi del liceo, e purtroppo non sono riuscito ad incontrarti di nuovo nel nostro presente.
Voglio ricordarti com'eri, sornione e arguto, con la certezza che il tempo non ha saputo cambiare il tuo spirito libero.
Con tanta tristezza e affetto,
Oscar

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Quando incontri una persona che si fida di te, che in te riesce a scorgere  cose che nemmeno tu riesci a vedere, fosse solo per pochi attimi, non la puoi dimenticare.
Un giorno afoso di luglio mi sedetti davanti ad un tavolo dietro cui un signore mi chiese "cos'è l'autostima?", come se mi domandasse quale lingue parlassi, quali lavori avessi già svolto. Una domanda a cui forse oggi non saprei rispondere come feci quella volta. Dopo di che molte cose sono successe, ho iniziato il servizio civile, sono finito nel cuore dell'Amazzonia brasiliana e ho dovuto imparare a confrontarmi con le mie piccole paure, tutte quelle barriere emozionali che impediscono ad un essere umano di arrivare dove deve andare. Non sono religioso, non nel senso dogmatico del termine, eppure credo che esista sempre un luogo, più mentale che fisico, dove ognuno di noi è destinato ad andare, una serie di gesti e idee che dobbiamo dare e ricevere. Non si vive invano, le persone, i luoghi e tutto ciò che incontriamo concorre nel definire il nostro cammino, se abbiamo la pazienza e l'umiltà di saperlo decifrare.
Federico è stata una di queste persone, uno di questi gesti, una di queste idee. Il mio cammino con lui si è interrotto presto, troppo presto e mi rammarico profondamente per tutte quelle cose che avrebbe potuto ancora insegnarmi, per tutta la sua esperienza, tutte le sue abilità che ho potuto solo intuire.
Eppure, non voglio vivere con il ricordo di quello che non ho potuto avere, ma di quello che Federico mi ha dato, soprattutto la possibilità di fare un'esperienza straordinaria in Amazzonia, di sperimentarmi, di mettermi alla prova in un altrove spesso difficile sebbene affascinante, anche se lui mi avrebbe detto che se ero andato lì, era per merito mio e non suo.
Un detto africano dice che le preghiere non resuscitano i morti, ma che servono a dare speranza a chi rimane. La mia non è una preghiera, ma un piccolissimo contributo affinché la speranza che Federico nutriva nelle sue idee, nei suoi progetti e nelle persone continui a vivere con noi che l'abbiamo conosciuto.

Luca

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Da: http://archivio.greenplanet.net/agroalimentare/altre-notizie/22058-e-scomparso-federico-ceratti.html
E' scomparso Federico Ceratti
Giovedì 25 Settembre 2008 19:07
Vittima di un incidente stradale è mancato Federico Ceratti, presidente della ONG DEAFAL-Delegazione Europea per l'Agricoltura Familiare dell'America Latina e pioniere in Italia dell'economia solidale. Oltre ad un suo impegno politico personale, Ceratti ha lavorato per anni con ACU (Associazione Consumatori Utenti) contribuendo da protagonista alla nascita dell'Associazione italiana turismo responsabile.

Fondatore de "Il Giornale della Natura", attualmente dirigeva Consumi Etici, testata elettronica di notizie e commenti. Il mondo del consumo critico deve a lui molta della formazione in materia di diritti di consumatori, dando vita anche all'esperienza di PAIS (Palazzo delle Alternative e delle Iniziative Sociali), un palazzo di 6 piani a Milano che vede la presenza di 39 tra cooperative, associazioni e piccole imprese che si sono unite sulla base di un comune intendere il proprio lavoro e l'etica.

E' stato inoltre fondatore di ACEA, Associazione per i Consumi Etici ed Alternativi, che ha inaugurato in Italia il filone del consumo equo e solidale, oltre ad un'agenzia stampa specializzata. Con ACEA è stato promotore della manifestazione "Piazze Solidale" per la formazione ai giovani dei valori di solidarietà e di presenza sulle piazze milanesi nel promuovere il commercio equo e solidale e viaggi di turismo responsabile.

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Da: http://www.vegetariani.it/vegetariani/articles/2036.html
E' scomparso Federico Ceratti
26 settembre 2008 - Carmen Somaschi (Presidente dell'Associazione Vegetariana Italiana)
Il Sana è stata l'ultima occasione per salutare un caro amico, Federico Ceratti, scomparso a seguito di un tragico incidente il 24 settembre scorso.

La notizia mi è arrivata come un fulmine a ciel sereno: durante gli anni passati con Federico abbiamo collaborato e condiviso parecchi momenti, alcuni anche non facili. Ma di Federico, che era era un instancabile lavoratore, ricorderò soprattutto la generosità e la disponibilità.
Federico era un sognatore: alcuni suoi sogni sono diventati realtà, come veder crescere il settore del biologico e il consumo etico e solidale, settore dove ha continuato il suo lavoro con successo.
Dopo Il Giornale della Natura, testata storica del mondo del naturale di cui è stato fondatore e direttore, ha continuato il suo impegno con Consumi Etici, testata elettronica di notizie e commenti sull'educazione alla pace, allo sviluppo, alla solidarietà, all'ecoequilibrio e consumi etici.

Il direttivo dell'AVI, la redazione dell'Idea vegetariana e di vegetariani.it si uniscono al dolore di sua figlia Mimosa, dei suoi genitori Carla e Roberto, di sua sorella Elena, della sua compagna Cristina e di Michela per questa dolorosa perdita.

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Da: http://www.volontariatoggi.info:80/news-det.php?id=526
25/9/2008 - Consumo critico
La scomparsa di Federico Ceratti

 

Milano - E' scomparso, vittima di un incidente stradale, Federico Ceratti, pioniere in Italia dell'economia solidale. Oltre ad un suo impegno politico personale, Federico ha lavorato per anni con ACU (Associazione Consumatori Utenti) con la quale ha contribuito, da protagonista, alla nascita dell'Associazione italiana turismo responsabile..

Il mondo del consumo critico deve a lui molta della formazione in materia di diritti di consumatori: Ceratti non ha mai smesso di sviluppare altri settori dell'economia solidale dando vita all'esperienza di PAIS (Palazzo delle Alternative e delle Iniziative Sociali), un Palazzo di 6 piani a Milano che vede la presenza di 39 tra cooperative, associazioni e piccole imprese che si sono unite sulla base di un comune intendere il proprio lavoro e l'etica.

Anche sul fronte dei consumatori solidali, Ceratti è stato fondatore di ACEA, Associazione per i Consumi Etici ed Alternativi, che ha inaugurato in Italia il filone del consumerismo equo e solidale, oltre ad un'agenzia stampa specializzata. Con ACEA, Ceratti è stato anche promotore della manifestazione "Piazze Solidale" come ambito di formazione per i giovani ai valori della solidarietà e di presenza sulle piazze milanesi per promuovere viaggi di turismo responsabile e prodotti del commercio equo e solidale.

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Da: http://www.ong.agimondo.it:80/notiziario-ong/notizie/200809241142-cro-rt11039-art2.html
Notiziario ONG ONG: LA SCOMPARSA DI FEDERICO CERATTI
(AGI) - Roma, 25 set. - E' scomparso, vittima di un incidente stradale, Federico Ceratti, presidente della ONG DEAFAL-Delegazione Europea per l'Agricoltura Familiare dell'America Latina e pioniere in Italia dell'economia solidale. Oltre ad un suo impegno politico personale, Federico ha lavorato per anni con ACU (Associazione Consumatori Utenti) contribuendo da protagonista alla nascita dell'Associazione italiana turismo responsabile.
Fondatore de "Il Giornale della Natura", attualmente dirigeva Consumi Etici, testata elettronica di notizie e commenti.
Il mondo del consumo critico deve a lui molta della formazione in materia di diritti di consumatori, dando vita anche all'esperienza di PAIS (Palazzo delle Alternative e delle Iniziative Sociali), un palazzo di 6 piani a Milano che vede la presenza di 39 tra cooperative, associazioni e piccole imprese che si sono unite sulla base di un comune intendere il proprio lavoro e l'etica.
Anche sul fronte dei consumatori solidali, Federico Ceratti è stato fondatore di ACEA, Associazione per i Consumi Etici ed Alternativi, che ha inaugurato in Italia il filone del consumo equo e solidale, oltre ad un'agenzia stampa specializzata. Con ACEA è stato promotore della manifestazione "Piazze Solidale" per la formazione ai giovani dei valori di solidarietà e di presenza sulle piazze milanesi nel promuovere il commercio equo e solidale e viaggi di turismo responsabile. 

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Sarei felice se qualcuno leggesse al posto mio quelle parole.
Un abbraccio, Giulio

Nell'immenso dolore per la morte di Federico, mi vengono in mente
queste mie parole:

Ciò di cui si parla e che spesso si dimentica è che infine ognuno ha il diritto di abitare il mondo nel tempo che gli è dato sapendo che serberà il ricordo di un fiore forse di un geranio o di una nuvola quel giorno come un sospiro sopra il lago quando si strinsero le mani in un pegno di speranza e che il suo compito appunto sulla terra in nient'altro consiste se non nel proteggere un fiore una nuvola un sospiro 
Ecco, Federico, da quando eravamo ragazzi e fino a ieri, si è adoperato perché questo diritto fosse a tutti assicurato. Ha "speso sfrenatamente il suo talento", non per sé, ma per migliorare, per rendere più abitabile, questo mondo.
Grazie, Federico. Deborah e Giulio Stocchi

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Il mio ricordo per Federico
Vi scrivo per consegnarvi una traccia delle cose buone che ha fatto Federico con me.
Ha avuto fiducia in me quando ero ancora un ragazzo, mi ha dato la possibilita' di scrivere e diventare giornalista, mi ha aiutato a trovare casa quando vivevo a Milano lasciandomi subentrare nella ex sede del Giornale della Natura che si era trasferito proprio in quegli anni da via Bazzini, ha pubblicato il primo libro scritto interamente da me e soprattutto mi ha fatto dono della sua preziosa amicizia.

Queste cose che accadono all'improvviso ti lasciano in gola tutte le cose belle che avresti voluto dire ed esprimere e non sei riuscito a comunicare al momento opportuno, tutto l'affetto che ho provato senza mai esternarlo completamente.
E' per questo che ho sentito il bisogno di scrivere per consegnare al ricordo di chi gli ha voluto bene tutta la gratitudine e l'affetto inespressi che avevo dentro di me per Federico. Grazie Federico, quello che sono oggi lo devo anche a te e alla fiducia che mi hai dato.
Carlo Gubitosa

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Cari Amici,  vi ringrazio per aver voluto legare il ricordo di Federico a Koinonia.  E' anche un po' strano, visto che Federico non e' mai stato in Kenya, e personalmente l' ho incontrato poche volte. Sono sempre stati incontri molti semplici ma durante i quali c'e' stata subito una istantanea empatia. A me piaceva quel suo modo modo pratico, diretto concreto e nello stesso tempo semplice, amichevole, umano. Lui lo scorso anno (30 ottobre 07) al termine di una sua breve e concreta email, quasi per giustificarsi del tempo che stava dedicando ad eleborare un progetto sportivo per i ragazzi di Koinonia, mi ha scritto:  Ci stiamo lavorando duramente perchè sia un bel progettino.  Non so perchè faccio tutto questo. Sarà perchè assomigli al mio primo maestro  ed anche un poco al secondo.E' una frase che dice molto sulla persona che l' ha scritta. La penultima volta che l' ho incontrato, insieme a Michele, abbiamo fatto un incontro in un baretto fuori dalla sede delle Acli. Alla fine, mi ha fatto mettere il casco, mi ha sistemato sul sedile posteriore del motorino e in un soffio mi ha portato all' ufficio di Amani. Tutti noi faremo altre corse insieme a Federico.  Kizito  Fr. Renato Kizito Sesana, mccj

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Federico e l'Alchimia 
E' stato anche per il coraggio di Federico, per la sua capacità di cercare instancabilmente una strada per le speranze più vitali e profonde, che molti anni fa, nel 1980, ha potuto nascere Kemi Hathor, la prima rivista di Alchimia che mai abbia visto la luce in Italia. Federico ne è stato il primo editore, e grazie ai suoi consigli, alla sua esperienza, e soprattutto alla sua amicizia, il percorso della rivista e il suo dialogo con i lettori continua tuttora. Anche per questa particolarissima realtà, Federico ha saputo costruire un'opportunità, e come è stato già detto benissimo, una speranza. 
Qualcuno, tra gli amici di Federico, ha scritto che era un mago. Forse è vero. Sicuramente aveva compreso il senso dell'Alchimia come trasformazione dell'uomo e del mondo, come ricerca di Libertà per uomini e spiriti liberi, come sistema che permette di vivere in armonia con se stessi, con gli altri, con il mondo. Ne aveva sentito la sintonia con il suo modo di vedere le cose, con le sue infinite iniziative, con il suo modo di agire, come è del resto profondamente alchimico il bellissimo motto con cui gli amici lo ricordano: Se possiedi un talento  Usalo in ogni modo possibile.  Non accumularlo.  Non centellinarlo come un taccagno.  Spendilo sfrenatamente, come un milionario deciso ad andare in rovina. Noi pensiamo che Federico abbia
espresso, con il suo modo di essere, anche un altro motto, scritto da un poeta latino: "Nihil humanum mihi alienum puto" ,"Nulla di umano mi è estraneo".
Così era per noi Federico, capace di pensiero, di passione e di coraggio negli ambiti più diversi e apparentemente più lontani, ma tutti invece vicini al suo cuore, perchè tutti vicini all'uomo. Sentiremo moltissimo la sua mancanza e lo ricorderemo sempre, anche perchè, come dicevano gli antichi, finchè il nome di un uomo vibrerà su questa terra, egli non morirà del tutto. Gli volevamo molto bene, e vorremmo che fosse così. Pensiamo al dolore dei suoi cari, dei suoi amici, di tutti quelli che hanno avuto al fortuna, come noi,  di lavorare con lui, e anche se non abbiamo il conforto di conoscerli, vorremmo che li raggiungesse la nostra amicizia e un nostro affettuosissimo abbraccio, e che ci sentissero molto vicini.
Perché, quando se ne va una persona speciale, siamo tutti molto più soli.
 Per Kemi Associazione di studi simbolici e alchemici.
Luigi, Cristina e Giovanna

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Da: http://www.dirittodautore.it:80/page.asp?mode=News&IDNews=4519
In ricordo di Federico Ceratti
Canale: ATTUALITA'

E' scomparso lo scorso 24 settembre, vittima di un incidente stradale, Federico Ceratti, presidente della ONG DEAFAL-Delegazione Europea per l'Agricoltura Familiare dell'America Latina e pioniere in Italia dell'economia solidale. Oltre ad un suo impegno politico personale, Federico ha lavorato per anni con ACU (Associazione Consumatori Utenti) contribuendo da protagonista alla nascita dell'Associazione italiana turismo responsabile.
Fondatore de "Il Giornale della Natura", attualmente dirigeva Consumi Etici, testata elettronica di notizie e commenti.
Il mondo del consumo critico deve a lui molta della formazione in materia di diritti di consumatori, dando vita anche all'esperienza di PAIS (Palazzo delle Alternative e delle Iniziative Sociali), un palazzo di 6 piani a Milano che vede la presenza di 39 tra cooperative, associazioni e piccole imprese che si sono unite sulla base di un comune intendere il proprio lavoro e l'etica.
Anche sul fronte dei consumatori solidali, Federico Ceratti è stato fondatore di ACEA, Associazione per i Consumi Etici ed Alternativi, che ha inaugurato in Italia il filone del consumo equo e solidale, oltre ad un'agenzia stampa specializzata. Con ACEA è stato promotore della manifestazione "Piazze Solidale" per la formazione ai giovani dei valori di solidarietà e di presenza sulle piazze milanesi nel promuovere il commercio equo e solidale e viaggi di turismo responsabile.
Federico era inoltre un autore e interprete musicale di grande spessore.

 

 

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I telegrammi da:
TELEGRAMMA ARRIVATO A   DEAFAL  DA SOLETERRE

TELEGRAMMA ARRIVATO A  ACEA  DA ARCI

TELEGRAMMA ARRIVATO A  MICHELE  DA LEGAMBIENTE LOMBARDIA

TELEGRAMMA ARRIVATO A    CRISTINA DA SERVIZI INFORMAG

TELEGRAMMA ARRIVATO A  ACEA  DA AFRICA 70

TELEGRAMMA ARRIVATO A L'ALTROPALLONE   DA JACOPO MORANDO ROBERTO CANESSA ARCHITECTURE FOR HUMANITY ITALY

TELEGRAMMA ARRIVATO A ACEA   DA UISP MILANO

TELEGRAMMA ARRIVATO A ACEA  DA JALLA ONLUS

TELEGRAMMA ARRIVATO A ACCESSO DA PROVINCIA DI MILANO ASS. CORSO

TELEGRAMMA ARRIVATO A DEAFAL DA REG. LOMBARDIA RELAZIONI INTERNAZIONALI STRUTTURA COOP. INTERNAZIONALE

TELEGRAMMA ARRIVATO A DEAFAL DA CINZIA TURLA E VALENTINA LUCCHESE

 

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Acea onlus è stata premiata con la Civica Benemerenza dal Comune di Milano,
"Questa onorificenza - spiega il presidente Michele Papagna - Acea lo dedica alla memoria di Federico Ceratti, Presidente fondatore dell'associazione, il cui impegno e passione hanno reso possibili tanti progetti per un mondo più giusto, etico e sostenibile"

Acea onlus, Associazione per i consumi etici e gli stili di vita solidali, è stata insignita dal Comune di Milano della Civica Benemerenza, la pubblica onorificenza che premia le persone e gli enti che si sono particolarmente distinti con opere concrete in numerosi campi, tra cui le iniziative di carattere sociale, assistenziale e filantropico, che hanno giovato alla città di Milano, "sia rendendone più alto il prestigio attraverso la loro personale virtù, sia servendone con disinteressata dedizione le singole istituzioni".

L'Attestato di Benemerenza Civica 2008 è stato conferito dal Sindaco Letizia Moratti e dal Presidente del Consiglio di Milano a tutte le persone ed organizzazioni premiate domenica 7 dicembre al Teatro Dal Verme, in via S. Giovanni sul Muro, 2.

A ricevere l'Attestato, il presidente Michele Papagna e i cari di Federico Ceratti, Presidente fondatore di AceA, recentemente scomparso, a cui il premio è stato dedicato.
Michele Papagna sottolinea infatti come questa benemerenza sia primariamente frutto dell'instancabile impegno di Federico, dei dieci anni e più di volontariato dedicati con passione e impegno a difendere i più deboli e al progetto di diffondere una nuova cultura della solidarietà e della sostenibilità per rendere possibile ‘un altro mondo'.

Alla cerimonia hanno inoltre partecipato i membri del direttivo, alcuni soci dell'associazione ed alcuni rappresentanti delle altre organizzazioni partner di Acea nell'ambito del consorzio Sistema Solidale (Accesso, Altropallone, Deafal).

Gli amici del Sistema Solidale
Acea, Accesso, Altropallone, Conges, Deafal